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Sir Henry Ponsonby, segretario privato della Regina Vittoria

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:38
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Sir Henry Ponsonby nella sua vita fu un generale e segretario privato della Regina Vittoria, ruolo molto importante che rivestì con grande onore.

Vittoria e Abdul
film Vittoria e Abdul

Sir Henry Ponsonby durante la sua lunga carriera è stato dal 1870 al 1895 generale e segretario privato della Regina Vittoria.

Si tratta di un ruolo di grande importanza e responsabilità che l’uomo pare rivestì con onore e rispetto.

Il suo nome è finito anche all’interno della pellicola cinematografica Vittoria e Abdul, in onda questa sera su Canale 5 alle 21:21, che narra la storia dell’amicizia tra la Regina e il suo segretario personale indiano.

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Pare che tra Ponsonby e Abdul Karim ci fosse stato comunque un buon rapporto, da quello che si legge anche nel libro riguardante la storia dell’amicizia tra Vittoria e l’indiano.

Da quello che si legge infatti, l’uomo fu uno dei migliori funzionari che servì l’entourage di sua maestà ed ebbe sempre dei rapporti abbastanza buoni con Karim.

Sir Henry Ponsonby, il ruolo a corte

Vittoria e Abdul
Film Vittoria e Abdul

Pare dunque che Sir Henry Ponsonby si distinse a corte per aver espletato in maniera egregia il suo lavoro alle dipendenze della regina Vittoria.

Probabilmente l’uomo fu uno dei pochissimi a stabilire un rapporto gentile nei confronti di Abdul Karim.

Quest’ultimo infatti lavorò per circa 15 anni a stretto contatto con la regina Vittoria, fino alla sua morte, e divenne suo grande amico.

Grazie a quest’amicizia l’uomo ottenne anche vari privilegi tra cui quello di un terreno in India, ma altrettanti critiche e odio da parte di moltissimi nobili della corte reale britannica.

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Purtroppo la relazione tra Vittoria e Abdul non era apprezzata per nulla, nemmeno dal figlio Edoardo VII che è una volta morta la madre si sbarazzò di Karim e lo rimandò in India.

Furono anche distrutte tutte le lettere raccolte che si erano scambiati Karim e la Regina, con sommo dispiacere di Abdul che visse il resto della sua vita comunque egregiamente nella terra che gli aveva assegnato Vittoria.