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Da 5 Bloods – Come fratelli: un viaggio per non dimenticare

ULTIMO AGGIORNAMENTO 23:00
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Da 5 Bloods – Come fratelli è il nuovo film diretto da Spike Lee, direttamente uscito il 12 giugno scorso sulla piattaforma Netflix. Un film significativo.

Da 5 Bloods - Come fratelli: un viaggio per non dimenticare
Da 5 Bloods – Come fratelli: un viaggio per non dimenticare

Da 5 Bloods – Come fratelli, ultimo lavoro del regista statunitense, si dichiara sin dalle prime battute come un atto di protesta contro i soprusi sulla comunità afroamericana. Un tema caro a Spike Lee che si fa ancora una volta il portavoce di questa ribellione sociale e politica.
L’uscita del film sulla piattaforma Netflix appare in questo preciso momento storico, come un segnale per dar maggior voce ad una comunità di persone che quotidianamente si ritrovano a dover fare i conti con una società meschina, cattiva e violenta. Non a caso nemmeno qualche settimana fa abbiamo assistito all’ennesimo atto di inciviltà, questa volta legato alla morte di George Floyd.

Il nuovo film di Spike Lee, parlando del passato (come era già successo in BlacKkKlansman) fa riferimento al presente angosciante, preoccupante e opprimente che danneggia le fondamenta su cui si dovrebbero basare i comportamenti di vita civile.
Purtroppo, come ben sappiamo la nostra amata e al tempo stesso odiata Terra è popolata anche da persone incivili e prepotenti, disposte a tutto pur di prevaricare sul prossimo.

Spike Lee armato con l’artiglieria di prim’ordine, ci mostra un’America confusa e rabbiosa che ha perso per strada i propri ideali e le certezze di un tempo, tanto da voler dimenticare ciò che è stata in origine. Quasi come se si sentisse obbligata a negare l’evidenza di un passato certamente ingombrante e non privo di molte pagine buie, ma comunque fondamentale per la propria formazione di nazione.

È chiaro a tutti che l’America sia dalla sua nascita una nazione basata sul contraddittorio, ma è bene specificare di come siano esistite nel corso degli anni realtà e movimenti che si sono battuti per dei principi giusti e sacrosanti, talvolta riuscendo anche a vincere delle battaglie che si ritenevano insormontabili.

Da 5 Bloods – Come fratelli rappresenta quindi un ulteriore tassello di non poca importanza, nel cinema militante e pungente del regista americano. Insomma un nuovo punto di vista sulle nefandezze di un’America negligente e diffamatoria.

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Da 5 Bloods – L’altra faccia della sporca medaglia

Da 5 Bloods - Come fratelli: un viaggio per non dimenticare
Da 5 Bloods – Come fratelli: un viaggio per non dimenticare

Ma di cosa parla esattamente Da 5 Bloods – Come fratelli? Niente di più semplice: le contraddizioni di una nazione vista dagli occhi di alcuni vecchi commilitoni.

Difatti, il nuovo film dell’autore di Fa’ la cosa giusta e di La 25ª ora, ci racconta di quattro vecchi soldati afroamericani che combatterono la guerra del Vietnam tornati nel luogo nefasto per convivere e metabolizzare il passato, ma nel loro viaggio c’è di più. Giunti in quel Vietnam che tanto li ha lacerati e travolti scopriranno di non conoscersi poi così affondo come avevano sempre creduto.

Forse nel loro viaggio per non dimenticare c’è dell’altro, qualcosa che li metterà nuovamente a dura prova e non avevano previsto. Il Vietnam apparirà a loro per certi versi più pericoloso dell’ultima volta in cui c’erano stati.

Delroy Lindo, Clarke Peters, Norm Lewis e Isiah Whitlock Jr. interpretano corrispettivamente Paul, Otis, Eddie e Melvin, ovvero sia, i quattro commilitoni che si recheranno nuovamente nel Vietnam.

Quattro attori o meglio quattro personaggi diversi e diversificati, ognuno con il proprio carattere e le proprie peculiarità. Ad emergere tra loro però è Delroy Lindo (Paul) che rispecchia la grande contraddizione e provocazione del film. Un uomo consumato dal dolore che ha rinnegato i suoi ideali e principi morali, per abbracciarne dei nuovi decisamente agli antipodi.

Gli altri attori, seppur bravi, non riescono mai a dare corpo e sostanza al film, con la causante di finire spesso e volentieri nel dimenticatoio. A Spike Lee quasi non interessa la storia che si cela dietro agli altri membri del corpo militare, quando può li nasconde dalla scena e il più delle volte non rientrano nelle scene più determinanti del film, ma solo in quelle di raccordo. Delroy Lindo è l’eroe che ha fatto l’impresa, il resto non ha importanza. Il che è un grande paradosso se consideriamo ciò che vorrebbe narrare. Per non parlare delle guest star francesi (che dovrebbero far parte dell’aspetto più spettacolare e scenico del film) come Mélanie Thierry e Jean Reno presenti, ma insignificanti ai fini della narrazione.

Parafrasando America, America, dove vai? (titolo in italiano del bellissimo film del 1969 di Haskell Wexler, noto per esser stato un grande direttore della fotografia di registi del calibro di Elia Kazan, Norman Jewison, George Lucas, Terrence Malick e Blake Edwards) Spike Lee si pone costantemente questa domanda, senza mai darsi una reale e compiuta risposta. Il film incespica e annaspa più e più volte crogiolandosi nel suo ego e nel suo indiscutibile spirito di rivalsa che, alla vista dello spettatore sembra quasi un vile giustizialismo. Il detto dice: chi predica bene, razzola male.

Spike Lee seppur mosso dai ideali giusti non riesce mai a portare a galla una narrazione frammentata (vedi i diversi materiali d’archivio sparsi qua e in là) e una durata che non giustifica quanto messo in campo (i 154 minuti si fanno sentire tutti rendendo il racconto prolisso e poco incisivo). L’impressione che da continuamente Da 5 Bloods – Come fratelli targato Netflix è quella di non saper dove andare a parare, anche la regia del buon Spike Lee risulta essere fallace e invisibile. Possiamo dirlo con franchezza: ha diretto film migliori di questo. Le scene d’azione (si, il film vorrebbe anche intrattenere il pubblico, oltre che a raccontare allo stesso una parte di storia degli Stati Uniti D’America) sembrano girate poi da un mestierante con scarsa capacità inventiva.

Il nuovo film di Spike Lee, nonostante la pessima resa filmica, rimane comunque un documento di una estrema importanza e di un’attualità fin troppo legata al quotidiano (basti pensare al movimento Black Lives Matter nato negli ultimi anni, ma esploso solo di recente dopo i tragici avvenimenti di qualche mese fa). Un film che fa inevitabilmente i conti con il passato ed il presente, questo è quello che conta in realtà. Poco importa se il risultato finale è deludente, certo non va dimenticato di ribadire che il film sia di scarsa fattura, ma non va neanche dimenticato in quale periodo storico esce. Film come questi hanno il dovere di scuotere gli animi e di far parlar di sè. Questo mi pare lo faccia egregiamente.

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Trailer del film