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Marco Erittu, l’omicidio nel carcere di Sassari: tutta la verità sul caso

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:17
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Chi è Marco Erittu? L’uomo è stato trovato morto nel carcere San Sebastiano di Sassari: com’è stato ucciso? Si tratta di strangolamento.

Marco Erittu omicidio
Il processo per l’omicidio di Marco Erittu (scena di Un Giorno in Pretuta)

Marco Erittu è stato trovato morto nel 2008, mentre si trovava nel carcere San Sebastiano di Sassari. L’uomo è stato strangolato con una coperta: come sono andati i fatti?

Il caso della morte di Erittu è stato inizialmente archiviato come suicidio; poi è arrivata la confessione, nel 2011, di un altro detenuto del carcere. Giuseppe Bigella ha confessato di aver partecipato all’omicidio di Marco e di aver avuto la complicità si altre tre persone. L’uomo si trovava in carcere per aver accoltellato a morte la titolare di una gioielleria durante una rapina.

L’omicidio di Erittu sarebbe stato commesso da Bigella insieme a Nicolino Penna e il mandante sarebbe stato Pino Vandi; il detenuto ha fatto anche il nome dell‘agente penitenziario Mario Sanna, come complice.

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Il processo per l’omicidio in carcere di Marco Erittu

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Un Giorno in Pretura

Stasera a Un Giorno in Pretura, si parlerà del caso dell’omicidio in carcere di Marco Erittu e del processo dei colpevoli. Tutti gli imputati per la morte dell’uomo sono stati condannati all’ergastolo con l’accusa di omicidio: Giuseppe Bigella, Nicola Penna, Pino Vandi e Mario Sanna. Inoltre sono stati condannati per favoreggiamento due agenti penitenziari, Giuseppe Sotgiu e Gianfranco Faedda, poi assolti in primo grado.

La decisione della corte è stata accolta con grande disperazione dall’agente Mario Sanna, condannato all’ergastolo. L’uomo ha detto in aula: “Io sono innocente dottoressa. Sono innocente. Nella mia vita ho fatto solo del bene. Queste sono calunnie. Calunnie gratuite. Io ho girato tutta l’Italia combattendo contro i malavitosi e questo è il premio” si è difeso l’uomo.

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Anche Nicolino Penna ha sempre affermato con vigore la sua innocenza: “Volevo sottolineare che conoscevo bene Erittu, siamo cresciuti assieme, era un mio amico, ed ero amico di tutta la sua famiglia – ha dichiarato – Io non sono un violento, non sono mai stato condannato per atti di violenza. Dopo il carcere mi stavo rifacendo una vita, e adesso ho perso tutto. Avevo aperto un bar, e ho dovuto svenderlo, ho perso la mia famiglia. Ho perso tutto“.