Home Televisione Antonio Ciontoli ha ucciso Marco Vannini? Retroscena su quella notte

Antonio Ciontoli ha ucciso Marco Vannini? Retroscena su quella notte

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:08

Antonio Ciontoli è l’uomo accusato dell’omicidio del giovane Marco Vannini, morto a causa di un colpo d’arma da fuoco che ha raggiunto il suo petto.

Antonio Ciontoli
Antonio Ciontoli

In onda questa sera su Italia 1 alle ore 21:25 l’appuntato con Le Iene Show, in cui si parlerà anche dell’omicidio Vannini di cui è stato accusato il padre della fidanzata Antonio Ciontoli.

A 5 anni di distanza dalla morte del ventenne Marco Vannini, ucciso a causa di un proiettile che ha oltrepassato il polmone e ha raggiunto il cuore, si ritorna ancora a parlare di questo caso.

Gli inviati Giulio Golia e Francesco Stefano hanno trovato nuovi indizi che sembrano mettere ombra sul passato di Antonio Ciontoli, l’uomo accusato del terribile omicidio, che avrebbe tra le altre cose adescato una prostituta senza mai pagarla.

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Ciontoli è il padre dell’allora fidanzata di Vannini, Martina, che quella sera si trovava in casa propria insieme al resto della famiglia, composta dalla madre Maria Pezzillo, il fratello Federico, il padre e il ragazzo Marco.

Secondo le ricostruzioni dell’omicidio, Ciontoli stava mostrando a Marco la sua pistola di ordinanza, in quanto sottufficiale della Marina Militare e distaccato ai Servizi segreti, credendo che fosse scarica e dalla quale invece partì improvvisamente un colpo.

Antonio Ciontoli,nell’omicidio di Marco Vannini

Marco Vannini
Marco Vannini

Pare dunque non sia stato intenzionale il colpo che scaturì dalla pistola d’ordinanza di Antonio Ciontoli e che raggiunse il corpo di Marco Vannini.

Erano circa le 23 quando accadde il terribile fatto, ma la prima telefonata ai soccorsi arrivò soltanto alle 23:41 e a chiamare fu Federico, fino a che la madre non decise di annullare la chiamata.

Passarono così altri 25 minuti dalla seconda chiamata al centralino d’emergenza, questa volta partita proprio Antonio Ciontoli.

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L’uomo inventò una bugia dicendo che il ragazzo si era ferito con un pettine a punta scivolando nella vasca.

Una volta portato al pronto soccorso, i medici capirono subito che Marco era stato raggiunto da un colpo di pistola e purtroppo per lui, causa della lentezza con cui erano stati chiamati gli aiuti, non c’era già più niente da fare e morì brevemente.

In seguito Ciontoli fu condannato in primo appello a 5 anni per omicidio colposo e in primo grado a 14 anni per omicidio volontario.