Home Cinema Claudio Amendola: “Non ce la faccio più, mi sono stufato”

Claudio Amendola: “Non ce la faccio più, mi sono stufato”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:13
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L’attore Claudio Amendola ha fatto una riflessione seria sul suo lavoro e su come si lavora sui set, dichiarandosi stufo di sentire che andrà tutto bene.

Claudio Amendola
Claudio Amendola (Fonte: Getty Images)

Claudio Amendola ha rilasciato un’intervista a Circo Massimo, su Radio Capital, parlando dell’attuale crisi cinematografica dovuta alla pandemia globale.

L’attore romano ha infatti dichiarato di non poterne più di sentire che andrà tutto bene, poiché spesso e volentieri non si tiene conto delle reali situazioni lavorative che ciascuno vive.

Ritornare a lavorare sul set, tenendo conto delle attuali normative e disposizioni previste per evitare la diffusione della malattia che sta affliggendo il mondo, non è una cosa semplice da attuare.

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Lo stesso Amendola ha infatti dichiarato che sia quasi del tutto impensabile credere che si possano disinfettare luoghi che spesso vengono scelti per i set di film, come capannoni abbandonati o altro.

Sanificare appartamenti utilizzati un paio d’ore per girare delle scene, sembra per l’attore quasi del tutto impensabile che sostiene che “si parla senza sapere come funziona il nostro mestiere”.

Il giudizio dunque riguardo la ripresa delle attività per quanto riguarda il settore cinematografico per Amendola è totalmente negativo, conscio che probabilmente sarà abbastanza difficile andare avanti.

Claudio Amendola, la realtà di un settore in crisi

Claudio Amendola
Claudio Amendola (Fonte: Getty Images)

Quella a cui fa riferimento ovviamente Claudio Amendola è la realtà di un settore come quello cinematografico, che è profondamente in crisi e che difficilmente potrà riprendersi e adottare tutte le misure d’emergenza richieste dal governo.

Una paura che diventa anche globale e che investe pure la quotidianità di ogni persona, con una visione da parte di Amendola di un ritorno alla vita un po’ pessimista.

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Per l’uomo infatti probabilmente è presto per la riapertura del 4 maggio e si fida poco di una presa di coscienza da parte della gente, che possa riuscire a rispettare tutte le norme in vigore.

Secondo l’uomo infatti è più realistico il fatto che non appena sarà dato il via libera al popolo, ci sarà un’uscita incontrollata che porterà a delle conseguenze.