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Coronavirus, Nina Zilli tragedia: “Morto in 3 giorni”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:27
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Nina Zilli sta vivendo una quarantena da Coronavirus particolare, come tutti d’altronde e ha voluto raccontare le sue impressioni su un momento davvero complicato per il mondo intero.

Nina Zilli
Nina Zilli

La cantante ha parlato ai microfoni de Il Secolo XIX spiegando la sua tragedia: “Il fratello di mia nonna è morto in tre giorni”. Poi aggiunge le sue sensazioni: “Come sono le giornate? Perdi il senso dei giorni e dei numeri. In un certo senso però godo di tutti quei momenti che la vita di oggi non permette di fare. Sono sempre in giro o in studio di registrazione. Ora invece così facendo mi torna in mente quando da piccola ero malata”. Certo a tutti questo periodo porterà la testa a quei giorni di scuola saltati da piccoli per una febbre o un raffreddore, giornate dove si passava la mattina a guardare un’insolita programmazione tv a cui non si era abituati.

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Coronavirus, Nina Zilli: il racconto dell’artista

L’artista Nina Zilli a proposito di Coronavirus ha raccontato anche il suo stato d’animo: “Non è facile. Quando scorrono le immagini dei letti messi in fretta e in posti provvisori o le brandine nelle palestre anche se fortunatamente  non abbiamo vissuto la guerra penso che manchino le bombe ma stiamo vivendo una situazione batteriologica. Quando passa la polizia invitando a rimanere a casa col megafono mi viene in mente Blade Runner. Penso spesso a 2001 odissea nello spazio con la scena della videochiamata nello spazio. Già lì si capiva l’importanza degli affetti e di comunicare“.

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Aggiunge poi sulla tecnologia: “Di solito io non uso la tecnologia, per questo ho pensato a Kubrick. Ora però la uso per parlare con i miei all’Elba. Fortunatamente stanno bene e non sono a Piacenza dove purtroppo è morto il fratello di mia nonna. Li ho mandati nella casa all’Isola d’Elba alle prime avvisaglie. Ho faticato a fargli capire i pericoli, perché se non se ne vede l’oggetto e non si sentono aerei e bombe. Più si è grandi e meno si tende a credere”.