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Andrea Camilleri, Coronavirus: aveva previsto tutto prima di morire

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:29
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Andrea Camilleri è uno degli scrittori più amati dal grande pubblico. E in passato ha parlato di un qualcosa di molto simile al Coronavirus.

Andrea Camilleri

L’argomento del Coronavirus è sicuramente il più trattato e il più discusso in questi giorni, caratterizzati dall’emergenza e dall’allarme sanitario. Ma c’è chi in passato aveva parlato di argomenti simili in romanzi. Uno di questi è senza alcun dubbio Andrea Camilleri, uno degli scrittori più noti e amati dal pubblico e creatore del personaggio del commissario Montalbano. Il tutto ovviamente è avvenuto in mondo inconsapevole e non voluto.

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Coronavirus, il messaggio di Andrea Camilleri

Andrea Camilleri

Il tutto è avvenuto all’interno del libro ‘La setta degli angeli’, dove si parlava dell’arrivo, realmente avvenuto, del colera in Italia, datato 1901. “Questo libro racconta un fatto storico, ma soprattutto punta l’indice su un fenomeno assai diffuso oggi nel nostro paese: il rifiuto della conoscenza della verità“, ha spiegato più volte Camilleri in alcune interviste. Il tutto parte quindi da un fatto storico, ma viene poi condita dalla solita fantasia e creatività del drammaturgo originario di Porto Empedocle. A dominare sono anche ironia e irriverenza.

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L’epidemia però nel libro non è reale, ma per un susseguirsi infinito di equivoci, si crede al contagio e a una vera e propria invasione del Maligno. Ed ecco che a quel punto si crea la ricerca al capro espiatorio, individuato in Matteo Teresi, avvocato dei poveri e dei deboli. Quest’ultimo viene accusato di essere un sovversivo, che ha una sorta di rapporto con il diavolo, viste le sue battaglie laiche. Viene indetta una sorta di crociata d’espiazione. Insomma, le similitudini con il periodo attuale sembrano davvero esserci tutte, soprattutto quando si parla di un nemico ideale da combattere. Il libro di Camilleri dimostra che la storia inevitabilmente finisce per ripetersi.