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WhatsApp, ecco come usare l’applicazione in incognito

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:26
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WhatsApp si aggiorna ogni giorno di più, da oggi la grande novità è quella di usare l’app senza farsi vedere dai contatti

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Grandi novità per tutti gli amanti dell’applicazione di chat più famosa al mondo, da oggi sarà possibile scriverci e lavorarci senza che i nostri contatti lo sappiano.

Un modo molto intelligente per tutelare la nostra privacy, troppo spesso violata e quasi sempre impossibile da difendere.

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WhatsApp diventa in incognito

WhatsApp diventa l’applicazione da sogno, visto che da oggi in poi tutto quello che faremo sarà in incognito, ovvero i nostri contatti non potranno spiarci.

Tutti sappiamo che questa applicazione per quanto bella è esposta alla violazione della privacy, dalle spunte blu, fino all’orario dell’ultimo accesso, ma sembra che da oggi in poi le cose potrebbero cambiare.

L’app che ormai è di proprietà di Facebook non consente un vero e proprio metodo per usarla in incognito, però tanti sono i metodi che tutti noi con un poco di impegno potremmo imparare ad usare.

Allora, prima di tutto, si potrebbe disattivare la linea del wi-fi, in modo che senza la connessione sarà impossibile inviare messaggi in tempo reale, ma li si potrà scrivere e poi inviare una volta tornati online.

Un metodo che potrebbe anche essere realizzato mettendo il cellulare in modalità aereo, oppure un modo infallibile e che sono certa che tutti già starete usando è quella di leggere i messaggi arrivati senza però accedere alla chat. Bello no?!

L’app smette di funzionare

Infine, parlando sempre della nostra applicazione di chat preferita, vi ricordo una cosa importante, dal 1 febbraio smetterà di funzionare su alcuni smartphone. L’applicazione non sarà più supportata da alcuni sistemi operativi: Android 2.3.7. e iOS8.

Notizia questa che ha fatto storcere il naso a molti,  l’Unione Nazionale Consumatori ha agito fin da subito chiedendo garanzie sull’uso della funzione “Abbiamo scritto alla società, chiedendo chiarimenti e garanzie” ammette il presidente dell’Associazione che poi continua: “Anche se i modelli di smartphone interessati sono relativamente datati, il consumatore deve poter continuare ad accedere all’applicazione, senza rischi”.

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