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Morte Luigi Tenco, la tragedia che sconvolse Sanremo 1967

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:48

La morte di Luigi Tenco nella notte tra il 26 e il 27 Gennaio 1967 getterà nello sconforto l’intero mondo della musica. Ecco cosa è successo a Sanremo 1967.

Luigi Tenco MORTE

Luigi Tenco, 29 anni e un animo sensibile e malinconico, artista tormentato e dall’incredibile talento.

La sua morte gettò nello sconforto l’interno mondo della musica e ancora oggi non tutti sono sicuri di come siano andate realmente le cose quella notte.

Morte Luigi Tenco

Luigi Tenco e Dalida si esibirono sul palco dell’Ariston la sera del 26 gennaio con il meraviglioso brano Ciao Amore Ciao. Il cantante era nervoso, tanto da bere molto prima dell’esibizione e pare avesse assunto anche del Pronox.

Stando a quanto rivelato da Paolo Dossena cercò di fermarlo e di convincerlo a smettere, ricevendo in risposta “Sei così amico da metterti fra me e il whisky, ma lo sai così tanto da metterti tra me e la pallottola di un mio nemico?”, delle parole che, alla luce dei fatti, assumono tutta un’altra rilevanza.

Quella sera Luigi e Dalida si esibirono intorno a mezzanotte e ottennero solo 38 voti su 900 finendo al ripescaggio. La sorte non li baciò e Luigi finì eliminato dalla kermesse.

Inutili i tentativi di Dalida di consolare l’amato “Cosa ti importa? Venderemo più dischi noi. Al Festival è sempre così”. Parole che si persero nella notte, il cantante dopo aver accompagnato la donna al ristorante U’Nostromo tornerà nella stanza 219.

Il corpo del cantante verrà ritrovato rivolto al suolo privo di vita da Dalida, anche se non tutte le versioni concordano.

Il biglietto

“Io ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato inutilmente cinque anni della mia vita” inizia così il biglietto di addio scritto da Tenco prima della morte.

Continua poi protestando apertamente con il Festival di Sanremo “Faccio questo non perché sono stanco della vita (tutt’altro) ma come atto di protesta contro un pubblico che manda Io tu e le rose in finale e ad una commissione che seleziona La rivoluzione.”

” Spero che serva a chiarire le idee a qualcuno. Ciao. Luigi” termina così il suo lascito.

Sul suo corpo e sulla pistola non vennero fatte indagini, né fu verificato se le mani di Luigi avessero tracce di polvere da sparo. Nel giugno del 1967 il magistrato archiviò la morte del cantante come suicidio.