Home Televisione Omicidio Vannini: la svolta nelle indagini porta a Federico Ciontoli

Omicidio Vannini: la svolta nelle indagini porta a Federico Ciontoli

Come è morto Marco? L’omicidio Vannini è un caso che ha molto colpito l’opinione pubblica. I genitori del ragazzo, che ha perso la vita in circostanze ancora poco chiare in casa della fidanzata, si battono per conoscere la verità.

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Stasera su Italia 1 in onda in prima serata lo speciale de Le Iene dedicato all’omicidio Vannini: le bugie raccontate da chi era presente in casa la notte che è morto Marco, le omissioni, i punti poco chiari della ricostruzione fatta dai Ciontoli.

Omicidio Vannini: il tragico 17 maggio 2015

Il 17 maggio 2015 Marco Vannini è morto in ospedale dopo 3 giorni di agonia a causa di una ferita d’arma da fuoco. Chi ha esploso quel colpo di pistola? Perché c’è stata tutta quella lentezza nel chiamare i soccorsi? Marco si sarebbe salvato se la famiglia Ciontoli si fosse mossa in tempo e avesse detto la verità, senza inscenare un incidente domestico e nascondere l’arma?

Sono queste le domande che da 4 anni tormentano i genitori di Marco Vannini, che si stanno battendo per conoscere la verità e per dare giustizia a loro figlio, che ha perso la vita a causa di persone di cui si fidava e di cui frequentava quotidianamente l’abitazione.

Marco, infatti, quella sera era a casa della fidanzata Martina: era presente tutta la famiglia di lei. Per la giustizia italiana a sparare sarebbe stato il padre della ragazza, Antonio Ciontoli, per errore. Ma stanno davvero così le cose?

Le condanne

In attesa che la Cassazione si pronunci, ad oggi sono stati condannati: il capofamiglia Antonio Ciontoli a 5 anni (ridotti rispetto ai 14 per omicidio volontari chiesti i in primo grado), la moglie Maria Pezzillo e i figli Martina e Federico a 3. Assolta Viola, la fidanzata di Federico.

La svolta nelle indagini

Alcune importanti testimonianze raccolte da Le Iene fanno pensare che la verità sia un’altra. Tutto porta a Federico Ciontoli e non a suo padre Antonio, sottufficiale della Marina con un ruolo nei servizi segreti.

L’uomo si sarebbe preso la colpa dello sparo per proteggere il figlio, con la complicità del luogotenente Izzo, indagato infatti dalla Procura per favoreggiamento in omicidio e falsa testimonianza.