Home Cinema Luigi Pastore, ESCLUSIVA: “Vi racconto il mio cinema”

Luigi Pastore, ESCLUSIVA: “Vi racconto il mio cinema”

Intervista esclusiva a Luigi Pastore

Che tipo di regista ti reputi, uno che guida con estrema fermezza i suoi attori o uno che lascia loro seguire, qualche volta, l’ispirazione del momento?

Io con gli attori di solito discuto molto le varie scene, poi lascio all’attore la libertà di interpretare il personaggio come meglio crede, quindi sono abbastanza elastico da questo punto di vista anche perché credo che in questo modo l’attore riesca ad esprimersi al meglio.

In una tua intervista hai rivelato che il tuo film Come una crisalide ha avuto inizialmente difficoltà a essere distribuito in Italia mentre in Germania non è stato così. Credi che ci sia una certa reticenza in Italia da parte dei distributori verso i film horror?

Sì, c’è ancora una problematica legata alla censura. Come una crisalide fu censurato come vietato ai minori di 18 anni e questo fu già uno svantaggio per un film di questo tipo nel mercato italiano, invece all’estero hanno meno problemi di censura ed è stato più facile. Il film inizialmente doveva essere distribuito in Francia ma invece rimase fermo per un anno, dopodiché un distributore tedesco si interessò a questo progetto e lo fece uscire sul mercato tedesco. Da lì è iniziata la conoscenza di questo film che è approdato anche in America tramite la Troma.

— In Italia è più difficile approdare per un film indipendente?Vengono privilegiati i film che vengono dal mercato americano?

Io credo che in Italia siano davvero pochi i produttori interessati a produrre questo tipo di film, sono schiacciati dal prolifico mercato americano, i prodotti horror vengono più dall’estero. C’è chi cerca di fare questo genere in Italia ma con difficoltà e con pochissimi mezzi.

Violent Shit – The Movie, è il tuo reboot della saga ideata da Andreas Schnaas, in cui racconta le origini del serial killer Karl The Butcher. Credi di aver mantenuto lo spirito dell’originale, creando un vero continuum con la saga?

No perché quando Steve Aquilina, che è il produttore originario di quel film e il distributore del mio Come una crisalide, mi chiese di fare un film che celebrasse il venticinquesimo dell’inizio della trilogia non conoscevo questo film, ho dovuto vedere i tre capitoli e cercare raccontare un fil rouge che potesse legarsi a quei tre capitoli ma volevo comunque fare una commistione tra thriller all’italiana e ultragore tedesco. Ho trasportato il personaggio di Karl Butcher in Italia prendendo ispirazione da un fatto di cronaca nera realmente accaduto: sulla Ardeatina fu trovato il tronco umano di una donna, senza arti, senza braccia e senza testa, un omicidio ancora oggi rimasto irrisolto. Si ipotizzò all’epoca l’implicazione di una setta satanica…io scrissi questo thriller in cui pensai che questo delitto potesse essere opera di Karl Butcher, che si suppone sia arrivato in Italia. Comunque questa figura in questo film è più marginale rispetto alla trilogia, io ho raccontato più di un antiquario che con questa maschera fa rivivere il serial killer. E’ un po’ la tematica anche di Come una crisalide cioè il male che non ha volto, in questo caso la maschera di Karl Butcher che messa sul volto di chiunque può creare un nuovo Karl Butcher.

Nel tuo programma su YouTube ‘Prepararsi alla morte’ abbiamo visto le interviste a professionisti legati al mondo della ‘morte’ e del paranormale. Quale è la tua idea su questi temi?Hai cambiato idea su qualcosa dopo questo programma?

Io ho sempre avuto, sin da ragazzo, un certo fascino per l’esoterismo e l’occulto e mi sono documentato leggendo testi e brani. Anche la morte ha sempre esercitato questo fascino su di me e ancora oggi non so bene cosa sia, la morte. Per questo ho deciso di realizzare un format in cui chiedevo appunto a dei professionisti ed esperti del settore di raccontarmi cosa sia la morte. Non ho cambiato nulla nella mia personalità, forse ho maturato delle esperienze diverse. Però resta sempre un argomento che mi affascina toccare e raccontare: ad esempio, in Come una Crisalide il protagonista ad un certo punto dice:” Io sono ossessionato dalla morte, la morte è un’ossessione ed è stata sempre con me”. Penso che ognuno di noi debba davvero interrogarsi su cosa sia la vita e su cosa ci aspetta dopo questa esistenza terrena.

Come è nata la tua collaborazione con Alexander Fennert, il regista di Hippocampus M 21th, film che tu hai prodotto?

È una lunga storia, a volte anche confusa. Diciamo che l’ho incontrato nel mio cammino quando volevo far rivivere un altro regista che ho conosciuto, Rino Di Silvestro, un regista bizzarro, molto slegato dal cinema di genere che faceva dei film molto particolari. Alexander Fennert richiamava lo spirito di Rino Di Silvestro con questo suo modo di fare film molto liberi, molto estremi.

Ci sarebbe piaciuto parlare anche con lui…

Alexander Fennert è molto riservato, è un regista che non concede interviste. Però lo conosco molto bene, quindi la domanda per Alexander Fennert falla a me e io ti risponderò come ti risponderebbe lui.

Volevo sapere come gli è venuta l’idea per il film Hippocampus M 21th.

L’idea di quel film nasce dallo stallo creativo. Dopo Come una Crisalide io stavo preparando un altro progetto che purtroppo non è andato a buon fine e quindi ero un po’ depresso. Volevo in qualche modo fare qualcosa di bizzarro, di particolare ed è venuta fuori questa idea di Hippocampus che si poteva realizzare anche con pochi mezzi. L’incontro ideale con Alexander Fennert è stata la soluzione per girare questo film in maniera completamente libera e folle. Diciamo che la follia è l’elemento che ha scatenato Hippocampus M 21th, la follia creativa. Attualmente Fennert sta lavorando a un nuovo progetto, Execrable. 

Visto che tu sei anche uno sceneggiatore, hai mai pensato di scrivere libri horror?

C’è un progetto che mi sta molto a cuore che purtroppo non è mai partito per una mancanza, dell’attrice protagonista Lilli Carati che ritornava sul set, dopo 24 anni di assenza, in un ruolo drammatico, quello di una scrittrice di fiabe per bambini: il film infatti si sarebbe dovuto chiamare la fiaba di Dorian. Avevamo fatto il teaser di presentazione di questo progetto con Lilli Carati ma purtroppo, dopo qualche settimana, lei scoprì di avere un tumore al cervello dopo alcuni accertamenti e io a quel punto non me la sono sentita di portare avanti il progetto. Mi piacerebbe però romanzare quella sceneggiatura, farne un libro.

Invece cinematograficamente un progetto che ha in corso o in futuro?

Un progetto che ho un corso da un po’ è Deliriumpsike. Mi piace richiamare questi attori che hanno segnato un po’ la mia formazione cinematografica, in questo caso mentre scrivevo la sceneggiatura per un personaggio in particolare ho visto bene Alvaro Vitali e quindi l’ho cercato. E’ stato molto carino, ci siamo visti diverse volte per questo film e anche con lui ho girato un teaser di presentazione ma ancora sono in cerca di finanziamenti. E’ un progetto ambizioso, diverso da quello che ho fatto fino adesso, lo voglio fare bene e sto cercando il modo giusto per poterlo fare.

Teresa Franco