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Fabrizio Bracconeri, Bracco Show ESCLUSIVA: il docufilm Ti racconto tuo padre

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Bracco Show, Fabrizio Bracconeri

Fabrizio Bracconeri sta per iniziare una nuova avventura: Ti racconto tuo padre, un docufilm dedicato alla sua vita per la regia di Daniele Gangemi. Il suo sarà un racconto dal forte impatto sociale. L’attore romano farà un lungo viaggio tra le coste di Italia, Francia e Spagna, seguito con discrezione da una troupe.

Fabrizio Bracconieri, Bracco Show ESCLUSIVA: il docufilm Ti racconto tuo padre

Sta per iniziare la lavorazione di ”Ti racconto tuo padre”, un documentario incentrato sulla sua vita, com’è nato questo progetto?

Questo progetto è nato inaspettatamente, mi ha contato il regista per parlarmi di un’idea che aveva in mente. […] Abbiamo concepito questo film che si chiama “Ti presento tuo padre” per raccontare la mia biografia a mio figlio Emanuele, che purtroppo ha una grave forma di autismo non sa chi e cosa ha fatto il padre.

Per lei è stato difficile mettersi a nudo?

No, non è stato difficile. Io non mi vergogno di mio figlio, lui è il mio orgoglio, il mio scopo di vita. Non posso essere sicuro che possa crearsi un futuro e devo farlo io, questo mi sprona a dover fare sempre qualcosa per lui. Con la speranza che questo possa spronare qualcuno ad aiutare le persone che stanno nelle mie stesse condizioni, ma senza i miei stessi mezzi.

Proprio per questo ha lamentanto più volte di sentirsi abbandonato dalle istituzioni.

Le istituzioni abbandonano le famiglie che hanno questi problemi. Ha mai visto degli scioperi perché i portatori di handicap non possono andare a scuola perché i pullman sono rotti? O perché non hanno assistenti di sostegno? […] Perché non ci preoccupa delle persone che non possono curare i filgi? […] In Italia il portatore di handicap viene considerato un peso per questa società.

Tornando per un attimo al documentario, com’è lavorare con Daniele Gangemi, che di Ti racconto tuo padre curerà proprio la regia?

Fino ad’ora abbiamo lavorato bene, stiamo lavorando insieme da venti giorni. Spero che lavorare sul set sia la stessa cosa, trovo che sia una persona molto preparata e con una voglia pazzesca di fare.

Domani partirà per Palermo, poi sarà a Roma, Savona, Marsiglia, Barcellona e Palma. Hanno un significato particolare queste tappe?

Non le ho scelte io, sono le tappe che percorre la nave da crociera. Prenderò la nave domani da Palermo, la città dove attualmente vivo. Poi Roma perché la mia città, la città che amo. Savona è una tappa intermedia prima di arrivare a Marsigilia, in terra francese. Da qui cominceremo a parlare del problema Italia, ne parleremo dall’estero come se guardassimo al nostro Paese con un canocchiale. A Barcellona poi c’è la Sagrada Famiglia, parleremo quindi di famiglia. A Palma di Maiorca parleremo di vacanze e delle difficoltà che si affrontano nel viaggiare con ragazzi come Emanuele. Torneremo a casa e raccoglieremo testimonianze di persone che mi conoscono.

Può giò anticiparci qualche nome?

Sicuramente Rita Dalla Chiesale chiederò di partecipare e non penso che ci saranno problemi. Parteciperà Marco Senise e tante altre persone. Voglio persone sincere che raccontino di me quello che ho fatto la mia vita, il mio lascito. 

Bracco Show è approdato ieri sulla sua pagina facebook, il futuro del programma è il web o approderà in televisione?  

Bracco Show lo stiamo registrando a Tele Sud, un’emittente regionale di Trapani. Molto all’avanguardia, è l’unica in Sicilia a trasmettere in HD. […] Una piccola televisione che però funziona come grande.

Come è nato lo show?

Il progetto è stato una mia idea, inizialmente lo avevo proposto ad altri che però pensavano più all’aspetto commerciale. Poi mi sono detto che a casa avevo una persona per bene e che stimo, così sono andato a Tele Sud. Credo che stiamo facendo una buona cosa.

Tra gli ospiti abbiamo visto Marco Senise che con lei ha condiviso un lungo stralcio di vita a Forum. Come è stato tornare a condividere il palco?

Con Marco ho condiviso per anni tutto: pranzo, camerino, studio e uscite serali. Con lui è come giocare in casa, è uno bravo: ci basta un’occhiata per capirci. Mi piacerebbe tornare a lavorare con lui.

Lei viene ancora oggi ricordato come Bruno Sacchi, uno dei Ragazzi della terza C. Le pesa mai l’eredità di quel personaggio?  

No, non mi è mai pesata. Mi fa  piacere essere ricordato per la Terza C: è stata un evento cult. Ha segnato la storia del telefilm italiano: siamo stati i primi e gli unici a fare quei numeri. Anche se adesso Don Matteo ci batte. Però con i mezzi di vent’anni fa era inimmaginabile: siamo riusciti a fare il 30% di share su Italia 1, nata da soli due anni.

Al momento in televisione ci sono programmi per giovani della stessa qualità?

No, al momento credo che la televisione sia diventata peggio del web. Anche se quest’anno sono usciti dei programmi interessati, dove non ci sono urla, trash e gossip sfrenato. Come “Popolo Sovrano” e “Dritto e rovescio”. […] Mi piace anche Mara Venier, con questa Domenica In fatta in maniera soft: molto delicata. Mi piace la televisione che si possa ascoltare e vedere, oggi c’è solo casino e offese. Come è successo per esempio a Riccardo Fogli, davvero imbarazzante. 

Lei era stato contattato per l’Isola dei Famosi, giusto?

E meno male che non l’ho fatta!

Temeva di finire nel trash o l’ha rifiutata per motivi personali?

Abbiamo preso la decisione insieme, ci siamo resi conto di non essere compatibili. Non si può fare l’Isola dei famosi con “il parente di”. Per me ha un’altro senso.

Questo mese ricorre l’anniversario della morte di Fabrizio Frizzi, lei è stato tra i primi a dimostrare il suo affetto. Pensa che la televisione riuscirà a raccogliere il suo lascito?

Fabrizio Frizzi ha ricevuto molto meno di quello che ha dato alla televisione e al pubblico. Lui era una persona incredibile, incredibile. Sono stato molto male quando è morto, ho preferito non mettere foto. L’ho vissuto molto bene quando era sposato con Rita e abbiamo condiviso molto. Era una persona per bene e la sua scomparsa mi ha fatto soffrire, come se avessi perso un fratello. Spero che la televisione non lo ricordi solo intestandogli i teatri. Spero che un giorno lo farà rifacendo quello che ha fatto Fabrizio. Non quello che la gente ha visto, ma quello che non sa: le serate per Don Bosco, le serate di beneficenza dove era sempre il primo a staccare l’assegno senza dirlo a nessuno. Lui era socio dell’A.I.D.O, l’Associazione Italiana per la Donazione degli Organi, donava il midiollo. Cose che la gente non sa: Frizzi era questo, era un grande.

La puntata completa del Bracco Show