Home News Carla Caiazzo 8 marzo 2019: “Non c’è niente da festeggiare”

Carla Caiazzo 8 marzo 2019: “Non c’è niente da festeggiare”

CONDIVIDI
Carla Caiazzo

Carla Caiazzo oggi ha 42 anni ed una storia difficile, ma necessaria da raccontare. La donna, il primo febbraio del 2016, ha subìto dal suo ex compagno la peggiore delle infamie: quell’uomo che diceva di amarla le ha dato fuoco tentando di bruciarla viva in una stradina alla periferia di Pozzuoli. Carla era incinta.

Carla Caiazzo 8 marzo 2019

Ci sono volute più di 40 operazioni per ricostruire l’intero corpo della povera donna, compreso il suo volto. Appena arrivati i soccorsi Carla riuscì solamente a dire “Sono incinta”, in modo che i medici potessero prima di tutto salvare la sua bambina. I dottori, infatti, hanno proceduto per prima cosa a portare in salvo la creatura nel ventre di Carla, poiché, in tutta onestà, hanno poi riferito che per la donna c’erano davvero poche speranze date le sue condizioni più che precarie. La bambina stava bene, ora toccava recuperare sua madre. La convalescenza è stata lunga, ma alla fine entrambe ce l’hanno fatta ed oggi hanno avuto il loro lieto fine.

Carla Caiazzo oggi

Oggi Carla ha una vita che si può definire normale; sua figlia è la sua forza ed il suo nuovo compagno, Vincenzo, non è da meno. La donna, infatti, riferisce di non odiare gli uomini, anzi di amarli e rispettarli, ma non ha perdonato chi le ha fatto questo. L’ultima cosa che ricorda prima della tragedia è proprio la frase di quel mostro che le ha dato fuoco, lui le diceva “Vediamo se adesso riderai ancora”. Proprio su questa frase Carla ha voluto fondare un’associazione per le donne vittime di violenza, “Io rido ancora”. La donna ha dichiarato che il suo percorso non è stato facile e che ancora adesso, dopo tre anni, porta dietro di sé gli strascichi di ciò che è successo, come la consapevolezza di non poter più usare la mano destra e quindi di non poter tornare a fare il suo lavoro di estetista. Carla Caiazzo dice “Non c’è niente da festeggiare nel giorno dell’8 marzo” poiché purtroppo di violenze perpetrate nei confronti delle donne siamo ancora pieni tutti i giorni. Poi lancia un appello a chi si trova in situazioni analoghe alla sua con la speranza che tutti i comportamenti sbagliati vengano riconosciuti in tempo e per questo allontanati. Il suo ex compagno, Paolo Pietropaolo, l’uomo che per poco non le ha tolto il privilegio di vivere, oggi sta scontando una pena di 18 anni di reclusione per procurato aborto, stalking e tentato omicidio.