Home News Alessandro Morelli: Pomeriggio 5, “Una canzone italiana su tre”

Alessandro Morelli: Pomeriggio 5, “Una canzone italiana su tre”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:20
CONDIVIDI
Alessandro Morelli: Pomeriggio 5, “Una canzone italiana su tre”

Alessandro Morelli: Pomeriggio 5, “Una canzone italiana su tre”

Alessandro Morelli potrebbe essere ospite di Barbara D’Urso a Pomeriggio 5, parlerà della sua proposta di obbligare le radio italiane a mandare una canzone italiana ogni tre straniere. A quanto pare con la sua dichiarazione ha raggiunto anche il cuore di Albano Carrisi che rilancia: “l canzoni italiane dovrebbero essere 7 su 10″.

Morelli in veste di presidente della commissione Trasporti ha firmato una proposta di legge che prevede che almeno un terzo della programmazione radiofonica venga dedicata alle canzoni italiane, specificate come “ad opera di autori e artisti italiani e prodotta ed incisa in Italia”. Insomma  un prodotto totalmente made in Italy. Moratti risulta essere l’ex direttore di radio Padania e direttore del sito Il populista.

L’esperienza politica

Il suo insediamento al consiglio comunale di Milano aveva provocato non pochi ghigni, lo stesso capitò quando Letizia Moratti lo scelse come assessora al Turismo e all’Identità territoriale. In quell’occasione ebbe una trovata a dir poco bizzarra: un merchandising a marchio Milano per gadget di ogni tipo, dalle magliette alle palline dell’albero fino al panettone. Fin qui tutto nella norma, se non fosse che molti dei gadget erano stati prodotti in Cina, Cambogia e Bangladesh. Scoperta che causò non poco imbarazzo e derisione. Da sempre salviniano doc, porta avanti una battaglia in difesa dell’identità italiana, culminata proprio con la sua proposta di legge.

Gaffe politiche

Per ben due volte Morelli si è trovato al centro di situazioni imbarazzanti. La prima nel 2013 quando condivide sul suo profilo Facebook una foto che ritrae Nichi Vendola, che non ha mai nascosto la sua omosessualità e il suo desiderio di paternità, in compagnia del suo compagno con la scritta “Gay e pedofilo”. Sempre nello stesso anno aveva portato avanti con la Lega una campagna contro la ministra PD Cecile Kyenge. Proprio la ministra rifiutò di stringere la mano a Morelli in occasione di un incontro.