Home Attualità “Si chiama anti-nero”, accusati di razzismo: ma era uno smacchiatore

“Si chiama anti-nero”, accusati di razzismo: ma era uno smacchiatore

CONDIVIDI
La città di Basilea

Un caso davvero comico di razzismo “fake” in Svizzera, nel corso di una fiera. Un’azienda di smacchiatori “anti-nero” è stata accusata da una donna

Si chiama Anti-Black, ma non siamo di fronte ad una reunion del Ku Klux Klan. Siamo ad una fiera di prodotti per la casa e una donna di origine caraibica è rimasta scioccata da questa casa di prodotti per il pulito alla fiera autunnale di Basilea. Un’azienda che si chiama Anti-Black, appunto, come dimostra il loro sito ufficiale. Ma che vende prodotti per la casa. Lo riporta il sito ’20minutes’, che racconta di una segnalazione di una loro lettrice: “All’inizio ho riso, ho pensato a un brutto scherzo. Ma non era così, si chiama davvero in questo modo”. Naturale, verrebbe da dire: la macchia è “nera” per antonomasia, che uno smacchiatore si chiami anti-black sembra perfettamente normale.

E invece no, invece qualcuno davvero pensa che un’affermazione del genere sia necessariamente legata al colore della pelle. Il direttore dell’azienda, contattato dal giornale, si è detto basito: “Finora nessuno dei nostri clienti ha mai avuto da ridire sul nostro nome, neppure quelli di vecchia data. Per questo non abbiamo alcun motivo per cambiarlo”

Anti-Black, l’azienda di prodotti smacchianti accusata di razzismo

Insomma, è accaduto davvero che una persona si sia sentita offesa da un prodotto per smacchiare i tessuti e abbia accusato qualcuno di razzismo per questo motivo. O almeno così riporta ’20 minutes’, che ha ricevuto una segnalazione di una lettrice caraibica e ha chiesto lumi all’azienda Anti-Black. Che dal canto suo si mostra esterrefatta: “Finora non ci era mai capitato nulla di tutto ciò – spiega il titolare – Fu mio padre a inventarsi l’idea di chiamare il nostro prodotto Anti-Black, più di quarant’anni fa. Vendiamo da sempre prodotti per la pulizia e questo nome ha lo scopo di illustrare che i nostri prodotti funzionano bene per rimuovere lo sporco. Inevitabile, la sporcizia è nera e non bianca”. E a quanto pare c’è davvero bisogno di spiegarlo. Incredibile. Perché poi episodi del genere non fanno altro che sminuire una battaglia sacrosanta, come quella dell’anti-razzismo. Una battaglia che va portata avanti giorno per giorno, possibilmente cercando di non farsi ridere dietro.