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“Vi presento Christopher Robin”: la recensione

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La storia di Winnie the Pooh

Ogni opera letteraria ha una lunga storia dietro la sua realizzazione, anche una semplice lettura per bambini quale è Winnie the Pooh, la cui nascita dalla mente dello scrittore A.A. Milne è dovuta dal rapporto di quest’ultimo con suo figlio Christopher Robin.

E’ sembrato quindi opportuno per la cinematografia trattare questa biografia, portando su grande schermo una trama ricca di sentimenti e amori paterni, come solo l’occasione sapeva presentare; diretta da Simon Curtis, già cimentatosi nel biography con i titoli Marilyn e Woman in gold, la pellicola Vi presento Christopher Robin è quindi il resoconto della leggenda che si cela dietro alla creazione dell’orsetto più amato dai bambini, da eroe dei libri a personaggio animato, caro al mondo della Disney.

Ad interpretare questo film sono stati chiamati a recitare Domhnall Gleeson e Margot Robbie, il primo nei panni dello scrittore Milne e la seconda in quelli di sua moglie Daphne, mentre in quelli del piccolo Christopher, all’età di 8 anni, è possibile trovare l’esordiente Will Tilston.

Un orsetto di successo

Reduce dalla Grande Guerra, evento che ha lasciato nel suo animo un enorme trauma, lo scrittore A.A. Milne (Gleeson) diventa ben presto padre, avendo un figlio messo al mondo dalla moglie Daphne (Robbie).

Nonostante la loro visione realistica del crudo mondo che li circonda, entrambi sanno però di voler amare a tutti i costi il proprio bambino, il piccolo Christopher Robin (Tilston), il quale cresce tra le attenzioni dei suoi genitori e della sua tata Olive (Kelly Macdonald).

Ma l’avvicinamento al proprio figlio porterà poi Milne alla creazione di un’opera letteraria, ispirata al suo bambino e all’orsacchiotto che porta sempre con sé, il cui nome è Winnie the Pooh.

La via del successo arriverà ben presto, ma Christopher non vivrà con vero e proprio idillio tale momento.

Una biografia dai passi giusti

Quando si tratta di mettere mano a certi miti è sempre bene muoversi con i passi giusti, evitando magari elementi fin troppo romanzati riguardo a ciò che si tratta; con Vi presento Christopher Robin tali passi sono stati eseguiti in modo molto soddisfacente, dato che Curtis incentra la sua pellicola su diversi punti di vista del caso, ovvero i vari rapporti che il piccolo Christopher esercita nel corso della sua esistenza: quello con il padre A.A. di un sentito Gleeson, quello con la tata Olive della Macdonald e quello con la madre Daphne, resa da una Robbie lontana da caratterizzazioni forti ed esteticamente ritoccate, come gli era successo nei recenti The wolf of Wall Street e Suicide Squad.

Ci si commuove con Vi presento Christopher Robin, perché questo rapporto padre/figlio, filtrato dall’ombra della gloria ottenuta col successo di un libro, è alla fine reso in modo calibrato, studiato a puntino per poter toccare i cuori di tutti con gli argomenti giusti, anche se a volte lasciati a se stanti (lo stesso trauma di guerra di Milne), però sempre ben accetti quando si tratta di scrutare l’animo vero di questi personaggi biografici.

Anche se Winnie the Pooh in sé infine è solo uno specchietto per allodole, con Vi presento Christopher Robin saprete tutto sulla vita del suo autore e del suo amato figlio/ispiratore.

Mirko Lomuscio