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Nirvana: quando Gabriele Salvatores si confrontò con la fantascienza

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Nel corso della sua trentacinquennale carriera, il cineasta napoletano Gabriele Salvatores ha avuto in più di un caso l’occasione di distaccarsi dalle commedie interpretate dal fido Diego Abatantuono per dedicarsi ad esperimenti in fotogrammi maggiormente catalogabili nel genere in senso stretto.

Tra questi, rientra sicuramente anche l’imminente Il ragazzo invisibile – Seconda generazione, che, in arrivo nelle sale cinematografiche a gennaio 2018, fa da sequel al suo Il ragazzo invisibile, film supereroistico indirizzato al pubblico dei giovani.

In realtà, però, l’autore premio Oscar di Mediterraneo aveva già avuto modo di confrontarsi con una vicenda a tematica fantascientifica già nel 1997, quando, guardando sia al classico degli anni Ottanta Blade runner che a Strange days, mise in piedi Nirvana.

Un’operazione immersa nell’universo cyberpunk e riguardante un videogame la cui unica copia – a pochi giorni dall’uscita sul mercato in un immaginario mondo futuristico – viene infettata da un virus capace di far prendere coscienza al suo personaggio principale (il Solo interpretato, appunto, da Abatantuono), il quale non ha alcuna voglia di essere copiato e venduto ovunque.

Su sua esplicita richiesta, infatti, il programmatore Jimi Dini incarnato da Christopher Lambert s’impegna a cercare di cancellarlo in un viaggio finalizzato anche a ritrovare la propria fidanzata scomparsa; mentre Amanda Sandrelli, Stefania Rocca, Sergio Rubini e Claudio Bisio arricchiscono il cast di un insieme non privo di parentesi umoristiche (basterebbe citare la sequenza del presunto mafioso con giacca strana).

Sebbene, tra dialetti sfoggiati nei dialoghi e filosofia trasudante dagli stessi, sia soprattutto il lodevole lavoro svolto su scenografie e fotografia a rappresentare il maggiore punto di forza di oltre un’ora e cinquanta di visione tutt’altro che mirata al facile intrattenimento, ma che, con qualche effetto digitale incluso, provvede a rielaborare un filone poco frequentato dalla celluloide italiana per conferirgli intellettuali tocchi d’autore.

E, per chiunque volesse riscoprirla, è disponibile su supporto dvd nel catalogo CG (www.cgentertainment.it), oltretutto accompagnata da una sezione extra che, al di là di una galleria fotografica e di biografie di parte del cast e del regista, include un’intervista di dieci minuti a quest’ultimo.

Francesco Lomuscio