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L’ex Ministro Fornero in sala a Torino per “L’esodo”, il film sugli esodati tratto da una storia vera

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A Torino l’ex Ministro del Lavoro Elsa Fornero ha passato una serata al cinema in compagnia degli esodati, per uno dei primissimi incontri pubblici tra lei e alcuni di loro. Sullo schermo, appunto, “L’esodo”, pellicola di Ciro Formisano con protagonista Daniela Poggi, dedicata al dramma delle “vittime” della riforma delle pensioni firmata proprio dall’ex ministra. Visibilmente emozionata, la Fornero ha spiegato le sue ragioni: “Che stupidi questi professori a credere che fosse necessario far qualcosa per salvare il Paese. Dovevamo pensare che avesse ragione Berlusconi, i ristoranti erano pieni e dovevamo continuare a indebitarci, ma avremmo fatto la fine della Grecia. Pensavo potessimo fare il bene del Paese ma il PD, cui pur non essendo mai stata iscritta mi riferivo, mi ha sempre impedito di spiegare la nostra posizione”. Prima di lasciare la sala, con sottobraccio il quadro al centro del film che il regista le ha donato, un’ultima considerazione: “Non farò mai più la ministra, nemmeno se me lo venissero a chiedere in ginocchio”.

Il film-denuncia L’ESODO, tratto da una storia realmente accaduta, arriva nelle sale italiane per raccontare, per la prima volta, una pagina amara della recente politica del nostro paese. Ad interpretare Francesca, sessantenne “esodata” che finirà ad elemosinare per necessità e protesta, è un’inedita Daniela Poggi, che festeggia 40 anni di carriera con un ruolo delicato e complesso, che le ha già permesso di trionfare come miglior attrice protagonista in tutti i festival in cui è stato presentato il film. L’ESODO nasce da un’idea del regista Ciro Formisano, qui al suo debutto in un lungometraggio, che ha sposato la causa di quel numero sempre crescente di uomini e di donne che, con l’entrata in vigore della Legge dell’ex Ministro Fornero e il suo innalzamento dell’età pensionabile, si sono improvvisamente trovati in un limbo: troppo vecchi per il lavoro e troppo giovani per la pensione, senza reddito e senza ammortizzatori sociali. Una causa su cui vanno riaccesi i riflettori perché, ancora oggi, 5.000 esodati attendono di essere salvaguardati e sperano nella prossima Legge di Stabilità, che proprio a ridosso dell’uscita del film dovrebbe essere approvata. Nel cast anche Rosaria De Cicco. Il film, distribuito da Stemo Production, è al cinema dal 9 novembre.

“Tre anni fa ho iniziato a seguire la vicenda degli esodati, convinto che sarebbe stata la più dura conseguenza del governo dei “Professori” e della grave rottura di un patto tra stato e cittadino. Ho filmato e raccolto testimonianze di esodati provenienti da tutta Italia, durante le manifestazioni, i presidi, le dure proteste che si contraddistinguevano dalle altre per la loro enorme civiltà. Per una dignità mai persa, nonostante in molti conoscevano la miseria per la prima volta e dopo una vita di lavoro. La stava conoscendo anche lei questa miseria, una donna che ho intervistato a lungo, la cui storia mi colpì molto. Ho pensato che era una storia che dovevo raccontare”.
CIRO FORMISANO

Sinossi
2012. Anno del governo tecnico Monti. Francesca, 60enne, si ritrova improvvisamente nella condizione di esodata, e quindi senza alcun reddito. Anche con Mary, la nipote che vive con lei, la situazione precipita, proprio a causa del disprezzo che l’adolescente prova per la miseria in cui sono piombate. Non trovando alcuna soluzione, dopo aver bussato a numerose porte Francesca finisce a mendicare in Piazza della Repubblica a Roma. Le persone che attraversano quotidianamente la piazza rimangono colpite dalla sua immagine, così distinta e così lontana dallo stereotipo della mendicante. Francesca incarna la nuova povertà italiana. Tenendo la nipote all’oscuro di tutto, la donna riesce a superare l’imbarazzo dei primi giorni e a conoscere diverse persone incuriosite dalla sua condizione e frequentatori della piazza. Tra questi, il tedesco Peter, uno dei primi che riesce a strapparle un sorriso e con cui intraprende una tenera amicizia; un’irriverente zingara che cerca di cacciarla per difendere “la sua zona”; Cesare, un coatto dal fare misterioso ma affidabile, che tenta di infervorare l’animo della donna, aizzandola alla protesta. Le cose si complicano però, quando una giornalista le chiede di raccontarle la sua storia.