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“Film documentario d’autore”: da Vertov agli odierni rockumentary in un solo volume

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Il documentario è stato spesso considerato un genere minore, anche se negli ultimi anni si sta prendendo alcune rivincite grazie a una maggiore diffusione e attenzione di critica e pubblico. Per la prima volta una guida in italiano, suddivisa per tematiche (“di propaganda”, “sociale”, “dal neorealismo al documentarismo”, biopic, rockumentary, mockumentary etc) organizza la materia in una panoramica che confronta i lavori nazionali con quelli globali.

Questo libro tratta con armonia e completezza sia da un punto di vista tecnico che da un punto di vista critico la sterminata produzione che cronologicamente va dal rivoluzionario Dziga Vertov fino al lavoro di Fernando Ezequiel Solanas o Michael Moore. Spaziando tra tematiche molto differenti tra loro come la morte di Nicholas Ray (Lampi sull’acqua di Wim Wenders) o il conflitto israelo palestinese (come in Route 181 di Michel Khleifi e Eyal Sivan).

E ancora i lavori di Herzog, Godfrey Reggio (con le musiche di Philip Glass), Robert Flaherty,  degli italiani Marco Bellocchio, Silvano Agosti, Sandro Petraglia e Stefano Rulli, Ferrario, dei Calopresti,  Chiesa, Vicari, Piavoli, dell’italo-svedese Erik Gandini (conosciuto soprattutto per Videocracy) e ancora dei “giovani” Paolo Pisanelli, Michele e Alessandro Mellara e molti molti altri.
Gli apparati finali (Bibliografia generale, Filmografia generale, Indice dei nomi,  delle opere, dei luoghi e delle istituzioni culturali, dei movimenti politici e delle riviste e per finire dei generi e dei movimenti cinematografici) rendono questo volume uno strumento prezioso anche per gli addetti ai lavori. I numerosi fotogrammi a corredo iconografico ne fanno un vero e proprio must per tutti gli amanti del genere.

Maurizio Fantoni Minnella, scrittore, saggista, critico cinematografico e filmmaker, ha al suo attivo numerose pubblicazioni come Paradise now! Sulle barricate con la macchina da presa (2010), Spezzare l’assedio. Il cinema del conflitto israelo-palestinese (2013), Habemus Nanni, lessico morettiano, architettura di un autore (2015), La musica che abbiamo attraversato. Un viaggio sentimentale nel Novecento (2016). Ha scritto inoltre Io non mi arrendo. Un’autobiografia, in collaborazione con don Andrea Gallo (2013) e Genova. Ritratto di una città (Odoya 2014). Suoi articoli e reportage sono apparsi su quotidiani internazionali e nazionali come Liberazione, La Stampa, Avvenire. Come regista indipendente ha al suo attivo 25 film documentari e 4 cortometraggi. Tra i suoi ultimi film Il cuore di mia madre. Taccuino siciliano (2015) e Noi, i Neri (2017).014).