Home Recensioni “American Assassin”: la recensione

“American Assassin”: la recensione

CONDIVIDI

Un American a Roma

Nei tempi bui che stiamo vivendo, la parola terrorismo trova sempre modo di farsi ascoltare tra le notizie di cronaca, lasciando segni indelebili di una dura attualità che mai nessuno avrebbe pensato di vivere; il cinema, per tenersi al passo con i tempi, non può far altro che creare storie che possano accostarsi a tale attualità, magari prendendo anche spunto da romanzi che cavalchino l’onda di queste tragedie, il tutto sviluppati in trame adrenaliniche.

Uno di questi è American Assassin di Vince Flynn, un libro portato ora sugli schermi sottoforma di action thriller, tra il revenge movie e lo spionistico vero e proprio, tutto per la regia di tale Michael Cuesta, professionista della televisione (Homeland, Dexter), che si è cimentato anche nel cinema dirigendo anche un lungometraggio come La regola del gioco con Jeremy Renner.

A sostenere un’opera come American Assassin un cast che comprende attori giovani e meno giovani, che vanno dal protagonista Dylan O’Brien, famoso per la serie young adult fantascientifica iniziata con Maze runner – Il labirinto, fino all’ex-Batman Michael Keaton, ora nel pieno di una rinascita artistica grazie alle apparizioni in un pugno di film come i premi Oscar Birdman e Il caso Spotlight, più titoli affermati quali sono The founder e Spider-man: Homecoming.

Inoltre, come ogni spionistico che si rispetti, la trama comprende anche una serie di location in giro per il mondo, tra cui la capitale italiana Roma, che troneggia per gran parte della storia del film.

Addestramento e vendetta

Quella che per il giovane Mitch Rapp (O’Brien) doveva essere una vacanza da sogno da vivere assieme alla sua ragazza, ben presto diventerà invece un vero e proprio incubo, dato che un gruppo di terroristici islamici attacca la spiaggia dove il giovane sta albergando; gli esiti lasceranno un segno indelebile in Mitch, il quale, lasciando passare gli anni, passa gran parte della sua vita ad addestrarsi nella lotta e nel combattimento clandestinamente per la CIA, meditando una vendetta sanguinaria contro gli attentatori.

Ma trovando il ragazzo nel bel mezzo di un’azione antiterroristica, gli agenti governativi decidono di arruolarlo ufficialmente ed inserirlo in un programma di addestramento gestito dal veterano della Guerra Fredda Stan Hunley (Keaton), una leggenda vivente.

A seguito di questo allenamento Mitch saprà bene cosa è giusto per la sua vendetta personale, arrivando a svolgere un’operazione sul filo del rasoio, alla caccia di un pericolo nemico spuntato dal passato della CIA.

Missione accettabile compiuta

Non che ci si trovi ad avere a che fare con un prodotto malriuscito nel suo genere, perché pur sempre di una pellicola ad alto tasso di adrenalina ed azione stiamo parlando, ma ciò in cui difetta American Assassin è quella visibile discontinuità che vediamo tra un atto e l’altro della narrazione, che da l’essere un revenge movie dai tratti spionistici, diventa improvvisamente una vera e propria spy story a tutto tondo, come un qualsiasi film su Jason Bourne ha lasciato vedere in tutto il globo.

Muovendosi su questi passi Cuesta gestisce la sua pellicola adeguandosi sul rapporto allievo/insegnante tra il rude O’Brien e un affilato Keaton, portando così lo spettatore al seguito di una visione piena di colpi di scena, chi telefonato e chi no, con tanto di contorno stravisto nel contesto (il cattivo interpretato da Taylor Kitsch che lavorava per la CIA) e comunque sempre ben accetto in tal caso.

American Assassin è una di quelle pellicole dall’impatto forte che compiono a pieno il loro dovere, senza distaccarsi troppo dalla realtà terroristica raccontata e con il pregio di utilizzare una Roma non troppo da cartolina in questo contesto, tant’è che ad essere ben visibile, oltre a strade e monumenti del centro cittadino, troviamo anche il quartiere periferico di Corviale.

Film discontinuo sì, ma che alla fine la sua missione di intrattenere la porta comunque a buon compimento.

Mirko Lomuscio