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“Justice League”: la recensione

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La rimpatriata DC

Come la sua avversaria Marvel, che da Avengers in poi non perde occasione di raggruppare i suoi eroi fumettistici, anche la DC ora firma la propria reunion, mettendo in un’unica pellicola alcuni nomi forti della loro tradizione, un film già annunciato a più voci da qualche pellicola addietro (Batman v Superman: Dawn of justice, Suicide Squad); Justice League è quindi l’attesa rimpatriata che ogni fan delle strisce a fumetti aspettava da un po’ di tempo, potendo quindi godere di una visione che li porti nel mezzo dei loro sogni ad occhi aperti.

E’ quindi il caso di dire che qua assistiamo allo spalleggiarsi di alcuni supereroi cari alla DC, che, in ordine di importanza, sono quelli di seguito, con tanto di attori che li interpretano: Batman/Ben Affleck, Wonder Woman/Gal Gadot, Aquaman/Jason Momoa, Flash/EzraMiller, Cyborg/Ray Fisher e Superman/Henry Cavill, il quale torna ovviamente per l’occasione, nonostante sia stato dato per morto nel già succitato Batman v Superman: Dawn of justice.

Già regista di quest’ultimo titolo, Zack Snyder invece torna dietro la macchina da presa anche per il qui presente Justice League, condividendo però tale ruolo assieme al collega Joss Whedon (già regista del dittico Avengers), non accreditato per l’occasione e, purtroppo, chiamato ad ultimare alcune riprese dopo che Snyder ha dovuto abbandonare la lavorazione per un lutto in famiglia (sua figlia adolescente Autumn si è suicidata).

Ovviamente non mancano nel cast del film personaggi spalla fondamentali e i loro interpreti: Lois Lane/Amy Adams, Alfred/Jeremy Irons, Jim Gordon/J.K. Simmons, Martha Kent/Diane Lane, Hippolyta/Connie Nielsen e Mera/Amber Heard.

Tutti per uno…

Ormai Superman (Cavill) è morto, il pianeta ha conosciuto il pericolo di una minaccia mortale e probabilmente qualcosa sta per muoversi nell’ombra, con lo scopo di portare assoluta oscurità in tutto il mondo.

Starà a Bruce Wayne/Batman (Affleck) affrontare ciò che sta per scatenarsi contro la razza umana, pur sapendo però che da solo non ce la potrà mai fare; l’unico modo è chiedere aiuto ad altri paladini della giustizia.

Ecco che ad affiancarlo ci saranno quindi ulteriori personaggi dai superpoteri, come l’invincibile amazzone Diana Prince/Wonder Woman (Gadot), il signore degli abissi Arthur Curry/Aquaman (Momoa), l’uomo più veloce del mondo Barry Allen/Flash (Miller) e il ragazzo bionico Victor Stone/Cyborg (Fisher); tutti insieme nella lotta contro il malvagio Steppenwolf (Ciaran Hinds), un oscuro signore del male che è alla ricerca di tre cubi dai poteri immensi, altrettanto letali.

Ed in questa lunga lotta si sentirà anche il bisogno di un aiuto da parte del defunto “uomo d’acciaio”.

Una facile striscia a fumetti

Stando ormai al passo con i tempi, in cui è lecito presentare tutti questi personaggi dei fumetti in una sola pellicola piuttosto che in un singolo film cadauno, Justice League si presenta sui grandi schermi con aspettative abbastanza alte da parte di chi ha sempre amato i fumetti; se invece siete un po’ più accorti in materia e, stando a tutto ciò che ormai la settima arte vi ha propinato in riguardo (Marvel docet), allora potete anche ben capire a quale tipo di prodotto state per avventurarvi.

Comunque sia, senza abbassare le succitate aspettative, questo Justice League riesce nelle sue due ore di durata (e si parla di una versione ancor più lunga, con 50 minuti in più!) a fare il suo dovere, lasciando quello spazio necessario ad ogni singolo personaggio coinvolto e alle loro sottotrame che, sicuramente, vedremo ampliate per le pellicole DC a loro dedicate (di prossima uscita Aquaman, con la regia di James Wan).

Il film di Snyder (e Whedon) è una piacevole baraonda fatta di effetti speciali (ovvio) e siparietti vari, che gioca la sua modesta riuscita sulla caratterizzazione dei suoi protagonisti; Affleck leader, Cavill icona eroica risorta, Gadot mente (e corpo) femminile, un Momoa tamarro quanto basta, Miller veloce eroe dalla parlata lesta e Fisher racchiuso in un costume robotico da far invidia a Terminator (o al protagonista di Eliminators, se siete cultori degli anni ’80 più B-Movie).

Inoltre incalzante è la musica ad opera di Danny Elfman, il cui richiamare in causa il tema originale di Batman del 1989 sortisce i suoi buoni frutti nostalgici.

Certo, non che tutto in Justice League sia ben sviluppato o, ancor più, approfondito, perché di elementi e argomenti gratuiti ne lascia la visione, ma c’è da dire che l’opera scorre fin troppo bene, senza risultare abbastanza complicato negli intenti e, meglio ancora, nella narrazione, la quale si fa fin troppo facile di minuto in minuto proprio come si leggesse una striscia a fumetti.

E se un Cinecomic arriva a tanto è sempre ben accetto vederlo.

Nota di chiusura: rimanete dopo i titoli di coda, altre sorprese ci aspettano nel mondo cinematografico della DC.

Mirko Lomuscio