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“Auguri per la tua morte”: la recensione

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Horror loop

Sin dai tempi del Ricomincio da capo di Harold Ramis il tema del loop temporale, nella cinematografia, è stato trattato in qualsiasi modo, dando così libera creatività a diversi generi nell’avventurarsi in questa originale premessa, che mette determinati personaggi alle prese con i loro gesti quotidiani trasformati in qualcosa di speciale.

C’è stato modo di notarlo nel campo fantascientifico (Source code, Edge of Tomorrow – Senza domani) come anche in quello della commedia adolescenziale (Io vengo ogni giorno); oggi a rinfrescarci in riguardo la memoria nel settore horror è un titolo come Auguri per la tua morte, una variante slasher dell’idea lanciata dal film di Ramis, giostrata affinché la storia prenda la sua degna forma e la sua giusta direzione.

Ad occuparsi di questa pellicola bizzarra è la Blumhouse di Jason Blum, casa di produzione che si è arricchita col genere horror grazie a titoli come Insidious, La notte del giudizio, Paranormal activity e il recente (e bellissimo) Scappa – Get out; regista di Auguri per la tua morte è il Christopher Landon de Il segnato e Manuale scout per l’apocalisse zombie.

Compleanno di sangue

Oggi per Tree (Jessica Rothe) non è un giorno qualunque, perché è il giorno del suo compleanno, quindi un evento speciale che dovrebbe passare con le persone più care.

Ma dal momento in cui apre gli occhi fino a quando non arriva la sera, la ragazza si renderà conto di una cosa: Tree è costretta a rivivere quella giornata all’infinito.

Cosa ancor peggiore è che un assassino le da la caccia e ogni volta la uccide; dopo tutto ciò lei si risveglia ricominciando da capo l’intero giorno.

Una maledizione che spingerà Tree a capire cosa stia succedendo e come uscirne al più presto.

Una degna via di cambiamento

Apriamo innanzitutto con una premessa; il tema del loop temporale non è nuovo nel genere horror, dato che già un paio di titoli come l’americano Gruesome dei fratelli Jeff e Josh Crook e il colombiano Wake Up and Die di Miguel Urrutia erano arrivati a tanto, mostrando addirittura un plot simile a quello del film di Landon (in entrambi una ragazza si svegliava ed aveva a che fare con una giornata che finiva col proprio omicidio).

Nonostante l’assoluta mancanza di primeggiare in riguardo, bisogna dire che Auguri per la tua morte riesce a differenziarsi degnamente, creando in questo contesto una narrazione accattivante e ingegnosa, con punte di ironia originali che strizzano l’occhio ai college movie addirittura.

Certo, chi è in cerca di una seria messa in scena è meglio che si tenga alla larga, perché Landon col suo film intende non prendersi totalmente sul serio, ma senza mancare di rispetto verso il genere slasher; e lo fa inserendo pezzi ed elementi cari al genere, come la creatività nel far morire continuamente la Tree della Rothe (una volta accoltellata, una volta impiccata, un’altra affogata, poi bruciata, e così via), ed anche senza dimenticare che nel contesto c’è una sottotrama gialla a far da collante.

Auguri per la tua morte è un appuntamento obbligato per gli amanti dell’horror in via di cambiamenti, quello intento a non rimanere nei soli binari del mero spavento ma che ha anche l’arguta intenzione di trarne anche una degna morale; quella tipica dei film slasher.

Mirko Lomuscio