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Fiuggi Film Festival 2017: uscire dagli schemi per cambiare il sistema

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:30

“Guardare un film ci serve per fare passi avanti, ci dà dei metodi, degli strumenti che noi usiamo per scavare dentro noi stessi, capire un po’ meglio come siamo costruiti». Il filosofo Riccardo Dal Ferro ha così spiegato la propria concezione di cinema ai giovani del Fiuggi Film Festival, osservando come filosofia e arte del raccontare storie condividano gli stessi obiettivi. Un incontro che ha entusiasmato i ragazzi, i quali hanno avuto la possibilità di sperimentare un nuovo modo di confronto con una materia solitamente faticosa come la filosofia.

Dopo la proiezione pomeridiana del film in concorso Pretenders (Estonia, Lituania; 2016), la serata ha avuto come protagonista il film Il più grande sogno e il suo produttore Giovanni Pompili, accorso al Festival per parlare con i ragazzi. “In questo film ci sono più attori dilettanti che professionisti, e sono proprio loro ad aver dato ricchezza all’opera. La nostra richiesta è sempre stata la stessa: non dovete interpretare un personaggio, dovete essere voi stessi – ha raccontato Pompili – Questo, unito al fatto di esserci trasferiti per quattro mesi nel quartiere dove abbiamo girato, ci ha permesso di non lavorare tanto sulla messa in scena ma sull’innesco della realtà, sulla piena adesione alla realtà”. Il produttore ha inoltre parlato delle storture del sistema produttivo e distributivo italiano, dichiarando come think out of the box – pena fuori dagli schemi – rappresenti il suo mantra: “pensare fuori dagli schemi significa rifiutarsi di accettare la situazione malsana che si è venuta a creare in Italia e ribaltare le prospettive, facendo scelte difficili e rischiose, ma che garantiscono un alto grado di libertà. Nel nostro caso abbiamo deciso di non puntare sulla quantità di sale in cui uscire con Il più grande sogno, come tradizionalmente avviene, ma sulla quantità di tempo in cui rimanere nelle poche sale da noi scelte”.

Nella mattinata di giovedì 27 luglio è stato proiettato il terzo film in concorso, Daughter (Iran; 2016). Nel pomeriggio protagonista dell’incontro con i ragazzi è stato Luca Bigazzi, direttore della fotografia vincitore di sette David di Donatello. La serata, invece, dedicata alla commemorazione di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino attraverso un ricordo dei due magistrati, con un videomessaggio di Maurizio Costanzo, l’accompagnamento musicale di Santino Cardamone – ex X Factor – e la proiezione di Sicilian Ghost Story, film evocativo sulla tragedia senza fine della mafia di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza.

Venerdì 27 luglio sono protagonisti i Claudio Simonetti’s Goblin, che nel pomeriggio incontreranno i ragazzi e la sera musicheranno live la proiezione di Profondo Rosso e si esibiranno in concerto.