Home Cinema Quando Edwige Fenech se la vide con… l’uomo dal pennello d’oro

Quando Edwige Fenech se la vide con… l’uomo dal pennello d’oro

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:30

Insegnante, incredibilmente giovane nonna, poliziotta, pretora e, addirittura, autista di taxi.

Sono tanti i modelli femminili che ha incarnato sullo schermo negli anni Settanta, tanto da trasformarsi nella regina incontrastata di quella tanto rivalutata (soprattutto in seguito al successo riscosso da Quentin Tarantino) Commedia sexy che, tra starlettine pronte a svestirsi e noti volti comici a fare loro da contorno, solletico non poco i bassi istinti del maschio italiano dell’epoca.

Ma, prima ancora di spopolare su suolo italiano, la francese Edwige Fenech prese parte anche ad una serie di pellicole di produzione tedesca che, tra un Alle dame del castello piace molto fare quello… di Jozef Zachar e un I peccati di Madame Bovary di Hans Schott-Schöbinger, inclusero anche L’uomo dal pennello d’oro, diretto nel 1969 da Franz Marischka, ma approdato dalle nostre parti soltanto tre anni più tardi.

Un titolo non poco allusivo per una bizzarra commedia dai toni grottesco-surreali incentrata su un giovane stravagante che, oltre a trascorrere il proprio tempo con amici amanti come lui di gozzoviglie ed orge, si diverte ad imbrattare a tempo perso delle tele, sia gettandovi sopra i colori a casaccio che imprimendoveli per mezzo di parti anatomiche delle sue amichette.  

E, mentre riesce a farsi organizzare una mostra nella quale si presenta, come contestazione, completamente nudo, oltre alla divina Edwige è anche una sensuale Marcella Michelangeli a lasciarsi immortalare dalla macchina da presa come mamma l’ha fatta.

Man mano che una evidente critica nei confronti dell’alta società e di determinati artisti che si ritengono all’avanguardia trapela da un insieme che, tra hippy lifestyle ed estetica decisamente pop (è sufficiente citare le policromie scenografiche), tira in ballo body painting e, nel mucchio di assurdità, perfino un giradischi utilizzato per dipingere.

Perché non è certo l’ironia a risultare assente nel corso della circa ora e venti di visione che, per coloro che volessero rispolverarla, Dynit e Minerva pictures rendono disponibile su supporto dvd.

Francesco Lomuscio