Home Cinema Conoscevate la parodia toscana “Aglien”?

Conoscevate la parodia toscana “Aglien”?

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:30

“In space no one can hear you strill (nemmen if you strill fort)”.

Ulteriormente complici esilaranti titoli di testa spazianti da aiut director a music bai, è sufficiente questa frase posta sulla locandina per far capire che ci troviamo dinanzi ad una parodia del super classico della fantascienza Alien, diretto nel 1979 da Ridley Scott.

Del resto, girato sotto un ristorante e con pochissimi mezzi (vecchie lavatrici, televisori scassati e avanzi di cantina) dal disegnatore satirico, cartoonist e autore televisivo e radiofonico Andrea Camerini, Aglien si svolge a bordo dell’astronave USCSS Nostronzo (!!!), il cui computer di bordo Tu’ Mader, ricevuto un messaggio alieno proveniente dal pianeta LI0586, si attiva e sveglia dall’ipersonno l’equipaggio che riposa da anni nei tubi criogeni.

Equipaggio in cui, tra una Ripli incarnata da Valeria Barreca ed un Hazzon dalle fattezze di Claudio”Eaters”Marmugi, troviamo anche la showgirl di origini congolesi Sylvie Lubamba impegnata a vestire i panni di Porker, rivisitazione al femminile del Parker che fu di Yaphet Kotto.

Tutti personaggi destinati chiaramente a vedersela con la minaccia extraterrestre che, in questo caso comprendente anche una goffa e ironica versione dello xenomorfo creato a suo tempo dall’effettista Carlo Rambaldi e dal designer svizzero Hans Ruedi Giger, viene immersa in un’atmosfera curiosamente molto vicina a quella cupa ed avvolgente che caratterizzò il capolavoro scottiano.

Perché non solo non mancano fumi gassosi, ma abbiamo anche una decapitazione e l’immancabile rilettura della sequenza del parto mostruoso, qui ovviamente mirata a strappare risate.

Come pure la testa tagliata che canta Ci vorrebbe un amico e i dialoghi che, tra una citazione per il testo della sigla italiana del popolare cartone animato Atlas Ufo Robot e tanta cadenza Toscana sulle bocche dei protagonisti, accompagnano una oltre ora e dieci di tanto demenziale quanto folle visione.

Quindi, come direbbero gli stessi interpreti e il regista, non fate le teste di Hazzon e procuratevi il dvd edito da Federal Video (www.cgentertainment.it) per trascorrere una divertente serata dinanzi al piccolo schermo, fino ad un’ultima sequenza posta al termine dei titoli di coda.

E non dimenticate neppure di esplorare il ricco comparto extra del disco, che, oltre a tre trailer e ad un backstage diviso in tre parti, dispensa un making of costituito da sette sezioni, una delle quali riguardante il viaggio intrapreso dal lungometraggio a Hollywood.

Francesco Lomuscio