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Vi ricordate di Franco Califano in versione giustiziere?

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:28

Prematuramente scomparso nel 2013, è stato, senza alcun dubbio, uno dei cantautori più originali del panorama musicale italiano, nonché paroliere, produttore discografico, poeta, scrittore ed attore.

Perché, con oltre mille tra canzoni e poesie all’attivo, Franco Califano ha avuto anche modo di prendere parte a titoli quali Due strani papà di Mariano Laurenti, Viola bacia tutti di Giovanni Veronesi e Gardenia, il giustiziere della mala.

Quest’ultimo, in particolare, diretto nel 1979 dal Domenico Paolella che firmò anche La polizia è sconfitta, non rientra strettamente – come erroneamente potrebbe suggerire il titolo – nel cosiddetto filone poliziottesco che regalò la fama a nomi del calibro di Maurizio Merli e Luc Merenda, in quanto non ne è protagonista un rappresentante delle forze dell’ordine, bensì il titolare di un restaurant night frequentato dalla Roma Bene.

Restaurant night di cui è titolare il Gardenia del titolo, interpretato, appunto, da Califano (autore anche della colonna sonora) e così chiamato perché porta una gardenia all’occhiello per regalarla ad una ragazza o per lasciarla come firma di una sua impresa.

Il Gardenia che, in possesso di un proprio codice d’onore, non intende collaborare con due boss della malavita, presi ad inondare la capitale di droga e desiderosi di sfruttare la sua posizione privilegiata e di averlo dalla loro parte.

Due boss con i volti di Robert Webber e dell’hitchcockiano Martin Balsam, il quale non manca neppure di sfidare a biliardo il protagonista, che, ritrovandosi inevitabilmente in guerra con l’accoppiata di criminali, viene affiancato da tre amici con le fattezze di Franco Diogene, Gualtiero Rispoli e Roberto Della Casa nel corso di quello che è, in fin dei conti, un gangster movie tricolore.

Gangster movie che, al di là di Venantino Venantini e Lory Del Santo (proprio lei, la futura responsabile di The lady!)coinvolti in piccoli ruoli, annovera nel ricco cast la figlia d’arte Eleonora Vallone e, non accreditato, lo stesso Hal Yamanouchi che ha preso parte oltre trent’anni più tardi al cinecomic Wolverine – L’immortale di James Mangold.

Nel corso di oltre un’ora e mezza di visione che, non priva di ironia, scatena colui che ci ha regalato Tutto il resto è noia e Minuetto in una inedita, spietata versione, impegnato a dispensare scazzottate e perfino a far esplodere vivo uno dei malviventi che affronta.

Una vera chicca per califaniani doc (e non solo), recuperabile su supporto dvd targato CG (www.cgentertainment.it).

Francesco Lomuscio