Home News “Festina lente (Affrettati lentamente)”: il film su Vittoria Colonna

“Festina lente (Affrettati lentamente)”: il film su Vittoria Colonna

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:30

“Nel mondo sempre più rarefatto e virtuale in cui viviamo, ho voluto raccontare una storia sul rapporto materiale attraverso cui passava tutta la comunicazione a distanza dell’epoca rinascimentale: quei fogli di carta, puri e preziosi, provenienti dal macero degli stracci, ovvero da materiale di scarto che, attraverso un procedimento che ricorda la trasformazione alchemica del piombo in oro, ridiventa nobile. I personaggi, che ruotano intorno alla protagonista Vittoria Colonna, sono coloro che nel Cinquecento utilizzavano la carta per scrivere lettere, leggi e libri, oppure per disegnare bozzetti destinati a diventare affreschi e palazzi”.

Autrice nel 2011 del documentario Tre (vincitore del premio “Fabulae Atellanae”), ispirato a importanti sentenze della Corte di cassazione italiana in merito alle adozioni e volto a raccontare in chiave comica le vicende di alcune coppie che si incontrano al Tribunale dei Minori, la giornalista Lucilla Colonna parla delle motivazioni che l’hanno portata a realizzare Festina lente (Affrettati lentamente), suo lungometraggio d’esordio, ancora in attesa di distribuzione.

Lungometraggio che racconta cinquanta anni di Rinascimento italiano attraverso gli occhi della poetessa e nobildonna Vittoria Colonna (1490 – 1547), interpretata da Francesca Ceci, nonché donna di grande sensibilità e cultura.

Donna cui Papa Alessandro VI Borgia confiscò quando era bambina tutto ciò che la sua famiglia possedeva, ma il cui rapporto contrastato tra lei e la corte pontificia fu destinato a continuare ed a manifestarsi anche con Papa Clemente VII Medici e Papa Paolo III Farnese.

Nipote del duca d’Urbino Federico da Montefeltro, a diciannove anni sposò Francesco Ferrante D’Avalos, discendente di una famiglia di origini spagnole, che morì prematuramente combattendo per Carlo V e il Sacro Romano Impero.

Conservava nella sua vasta biblioteca i testi pubblicati dal primo grande editore della storia, Aldo Manuzio, sotto il marchio di stampa “Festina lente”, e conobbe e scambiò corrispondenza con le personalità più influenti del Rinascimento: Ludovico Ariosto, Pietro Aretino, molti regnanti, il cardinale Reginald Pole e frate Bernardino Ochino, che fu obbligato a fuggire in Svizzera dopo aver aderito alle idee di Lutero.

Mise in discussione il ruolo tradizionalmente riservato alle donne, riuscendo ad ottenere grande stima dalla società maschilista della sua epoca.

Divenne amica e confidente di Michelangelo Buonarroti, che le dedicò alcuni dei suoi più struggenti sonetti, nei quali la magnificava con parole come queste: “Un uomo in una donna, anzi, un dio, tramite la sua bocca parla”.