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Tutta la scorrettezza di “Babbo bastardo 2” arriva in dvd

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:07

Fu nel 2003 (in Italia un anno più tardi) che, tempestato di addobbi natalizi e classici hit di fine Dicembre, approdò nelle sale cinematografiche quello che non fu – nonostante le premesse – un remake de La vita è meravigliosa o l’ennesima trasposizione cinematografica di Canto di Natale di Charles Dickens, bensì quel Bad Santa che propose una versione decisamente anti-politically correct di una delle figure più amate dai bambini.

Diretto dal Terry Zwigoff che già si era occupato del cinecomic Ghost world e intitolato dalle nostre parti Babbo bastardo, sotto la produzione esecutiva dei geniacci Joel ed Ethan Coen vide un ottimo Billy Bob Thornton nei panni di Willie T. Stokes, furfante solito travestirsi annualmente da Babbo Natale per svuotare la cassaforte dei grandi magazzini aiutato dal socio nano Marcus, ovvero Tony Cox.

Un dona-doni cinico, amante dell’alcool, pronto a prendere a parolacce i piccoli clienti che vi si avvicinavano, ma in fondo al quale, dopotutto, si rivelava battere un cuore; come testimoniato dall’affettuoso rapporto che arrivava a stringere con l’emarginato e grasso ragazzino Thurman Merman alias Brett Kelly, il quale viveva con la convinzione che lui fosse il vero Santa Claus.

Il Thurman Merman che è tornato ad affiancarlo – insieme al citato Marcus – in Babbo bastardo 2, che, visto nei cinema italiani ad inizio 2016, approda in home video sotto il marchio Koch Media.

Un tardo sequel che riporta in scena Willie proprio come lo avevamo lasciato, ovvero propenso a bere come una spugna, incredibilmente avido e perennemente desideroso di sesso, soprattutto anale (!!!).

Del resto, “Più arrapato, più ubriaco, più cattivo” promette il retro della fascetta del disco di questo secondo episodio, che vede coinvolta in un piccolo ruolo la vincitrice del premio Oscar Octavia”The help”Spencer e che, al di là del Ryan Hansen di Una spia e mezzo e della giunonica Christina Hendricks, include nel cast anche la Kathy Bates che si aggiudicò l’ambita statuetta hollywoodiana grazie al kinghiano Misery non deve morire di Rob Reiner.

Una Kathy Bates che incarna nientemeno che la maschiaccio ed ultra-carogna madre del protagonista, aggiungendosi alla sua banda che, stavolta, intende svaligiare un ente di beneficenza di Chicago alla vigilia di Natale.

E, di conseguenza, tra masturbazioni e una copula consumata in strada, vicino ai rifiuti, aumentano situazioni e linguaggio irriverente; nel corso di quasi un’ora e mezza di visione che, in questo caso a firma del Mark Waters la cui filmografia annovera Mean girls con Lindsay Lohan e Se solo fosse vero con Mark Ruffalo, viene ulteriormente arricchita dal materiale extra dispensato dal dvd.

Infatti, oltre al trailer italiano ed a diciannove minuti sul red carpet del lungometraggio, abbiamo due brevi speciali, un backstage sul set, uno alla prima ed interviste a Thornton, Kelly, Hansen, la Hendricks, la Bates e i produttori Andrew Gunn e Geyer Kosinski.

Francesco Lomuscio