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Il classico “Il castello degli spettri” in dvd

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:30

Il castello degli spettri

Negli Stati Uniti venne distribuito nel 1927 insieme ad “Aurora” di Friedrich Wilhelm Murnau, a differenza del quale, però, fu un successo tale da fornire non pochi spunti utili al filone horror prodotto nel decennio successivo dalla Universal.
Del resto, se entrambi le pellicole sottolineano ancora oggi l’influenza che il cinema germanico ebbe su quello americano alla fine degli anni Venti, “Il castello degli spettri” di Paul Leni – autore, tra l’altro, de “Il gabinetto delle figure di cera” e “L’uomo che ride” – sfruttò parti di costruzioni di set che vennero in seguito utilizzate nel “Frankenstein” interpretato da Boris Karloff sotto la regia di James Whale.
Tratto da una commedia di John Willard, si concentra sui parenti di un eccentrico e solitario miliardario defunto impegnati a riunirsi nella sua casa per la lettura del testamento; scoprendo che i familiari più stretti sono stati diseredati a favore di una lontana consanguinea, a condizione, però, che ne sia provata la sanità mentale.
Ed è il susseguirsi di diversi strani accadimenti – comprendenti un omicidio – a trasformare in un vero e proprio incubo la oltre ora e venti di muta visione, nei riguardi di cui il New York Times scrisse giustamente: “Paul Leni non ha perso una sola occasione in questo nuovo film per mostrare cosa si può fare con una macchina da presa”.
Perché, ricreando al meglio una cupa atmosfera e suggestioni visive, il maestro dell’Espressionismo tedesco fu capace di regalare in questo caso il capostipite del genere incentrato sulle vecchie dimore tempestate di segreti e misteri, oltretutto oggetto di diversi rifacimenti; da “The cat creeps”, diretto tre anni più tardi da Rupert Julian insieme al succitato Willard, a “Il gatto e il canarino” firmato nel 1978 da Radley Metzger, passando per “Il fantasma di mezzanotte” di Elliott Nugent, datato 1939.
Con extra rappresentati da contenuti testuali infarciti di curiosità sul regista e note in merito al film e agli albori della paura su celluloide, è Dynit a riscoprire in formato dvd questo gioiellino di cui, a quanto pare, scrisse piuttosto positivamente anche Variety: “Leni modifica abilmente gli stati d’animo dei personaggi, creando ombre e sfumature di verosimile ambiguità, così che quando arriva il momento dello smascheramento finale tutti appaiono ancora possibili colpevoli”.

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Francesco Lomuscio