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Il Fiuggi Film Festival 2015 ha omaggiato il centenario di Mario Monicelli

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:30
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20060830 - VENEZIA - SPE - 63MA MOSTRA DEL CINEMA; SERATA DI APERTURA: THE BLACK DAHLIA. Il regista Mario Monicelli, in posa sulla passerella del Palazzo del Cinema prima dell'inizio della proiezione del film: "The Black Dahlia", di Brian De Palma, che aprira' questa sera la 63/ma edizione della Mostra del Cinema di Venezia.  CLAUDIO ONORATI - ANSA - ON-KRZ
20060830 – VENEZIA – SPE – 63MA MOSTRA DEL CINEMA; SERATA DI APERTURA: THE BLACK DAHLIA. Il regista Mario Monicelli, in posa sulla passerella del Palazzo del Cinema prima dell’inizio della proiezione del film: “The Black Dahlia”, di Brian De Palma, che aprira’ questa sera la 63/ma edizione della Mostra del Cinema di Venezia.
CLAUDIO ONORATI – ANSA – ON-KRZ

I giovani conoscono la cinematografia di Mario Monicelli, uno dei nostri più grandi maestri di cui quest’anno cade il centenario della nascita? Il Fiuggi Film Festival, in programma dal 26 luglio all’1 agosto 2015 e dedicato ad un pubblico giovane invitato da tutto il mondo, ha voluto rispondere a questa domanda con una presentazione che si svolta venerdì 31 luglio in sala stampa. Il festival ha scelto, infatti, di far conoscere ai partecipanti alla kermesse la bella e lunga intervista con il maestro raccolta da Oriana Maerini e Mariano Sabatini nel volume “Intervista a Mario Monicelli La sostenibile leggerezza del cinema” ( Prefazione di Walter Veltroni -Edizioni Scientifiche Italiane 93 pagine) attraverso la lettura dei passaggi significativi del libro da parte dell’autrice Maerini.
“Tra la Lollo e la Loren chi era la più brava? Sicuramente la Lollo che non ha sposato un produttore e si è fatta da sola…”
Questa è una delle tante risposte argute, intelligenti, simpatiche e provocatorie del grande maestro Mario Monicelli contenute nel volume.
Chi meglio di Monicelli può raccontare, infatti, la stagione d’oro del nostro cinema? In più di 60 anni di carriera il regista livornese ha attraversato diverse stagioni della cinematografia, giocando in alcune di esse un ruolo determinante: da quella del cinema di regime (in cui ha iniziato la sua attività professionale realizzando alcuni cortometraggi e frequentando come assistente i set di Augusto Genina e Mario Camerini) a quella del dopoguerra, caratterizzata dall’affermazione del neorealismo (dove si è fatto apprezzare come sceneggiatore) fino alla fortunata e controversa stagione della commedia “all’italiana” (di cui ha gettato le basi girando “I soliti ignoti” nel 58 e regalandoci alcuni capolavori: da “La grande guerra” a “I compagni” da “L’armata Brancaleone” a “Romanzo popolare”) La sua opera rappresenta un’esperienza unica nel panorama italiano anche perché difficilmente etichettabile. Quest’anno avrebbe compiuto 100 anni e la sua arte continua a “fare scuola” . Questo piccolo volume che è un condensato di sapienza, mai retorica espresso da un protagonista attendibile della vita italiana. Un libro che diverte, che sorprende e che si legge tutto d’un fiato. Arguto, profondo, cinico, sensibile, divertente, questi sono alcuni degli innumerevoli appellativi attribuiti nel corso della sua proficua e fortunata carriera al regista dell’indimenticabile “I soliti ignoti”: Tutte queste qualità ed altre ancora emergono da questa lunga, piacevolissima e articolata conversazione che gli autori Maerini e Sabatini hanno avuto il privilegio di scambiare con uno dei più grandi autori della commedia all’italiana. Il libro riporta, inoltre, un grande prefazione-omaggio al Maestro redatta da Walter Veltroni, cinefilo, regista e convinto e fan del Maestro.
In appendice al libro, inoltre c’è una imperdibile carrellata di interviste a 19 grandi interpreti del nostro cinema, da Gassman alla Vitti da Proietti fino a Pieraccioni che raccontano l’esperienza del loro rapporto privilegiato con Mario Monicelli.