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“White God” di Kornél Mundruczó – Nelle sale italiane dall’8 gennaio 2015

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:30
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Favorendo i cani di razza, la nuova legge prevede una tassa gravosa sui cani meticci. I proprietari degli animali cominciano ad abbandonare i loro bastardini e i canili diventano rapidamente sovraffollati. La tredicenne Lili combatte disperatamente per proteggere il suo cane Hagen. Il provvedimento le sembra crudele e senza senso. Non può accettare nemmeno le argomentazioni del padre ed è devastata quando lui alla fine abbandona Hagen per strada. Con il cuore spezzato, Lili detesta il padre per averle fatto tradire il suo peloso amico. Credendo ingenuamente che l’amore possa vincere ogni difficoltà, Lili si prefigge di ritrovare il suo cane e salvarlo. Anche Hagen cerca disperatamente di ritornare a casa da Lili. Sforzandosi di sopravvivere, Hagen si rende presto conto che non tutte le persone sono i migliori amici dei cani. Vagando per le strade, l’ex animale domestico cade in una serie di situazioni estremamente pericolose. Deve sfuggire agli accalappiacani, si ritrova sfruttato da un furbo barbone e diventa addirittura prigioniero di un addestratore di cani da combattimento. Hagen presto torna per strada e si unisce a un gruppo di altri cani randagi. Settimane dopo Lili comincia a farsi una ragione sul fatto che non si riunirà mai ad Hagen. Lei è delusa amaramente, ma cerca comunque di concentrarsi sulla preparazione del suo concerto d’orchestra annuale, cercando di divertirsi come una normale adolescente. Quando Hagen viene catturato e mandato al canile, il suo futuro appare più fosco che mai. Lui e gli altri cani colgono un’opportunità di fuga e si ribellano contro il genere umano. La loro vendetta sarà implacabile. La coraggiosa Lili potrebbe essere l’unica persona in grado di bloccare questa guerra inaspettata tra l’uomo e il cane.Dopo una calorosa accoglienza alla sessantasettesima edizione del Festival di Cannes, dove si è aggiudicato il premio della sezione Un Certain Regard , arriva l’8 gennaio 2015 nelle sale italiane l’ultimo lavoro del giovane cineasta ungherese Kornél Mundruczó ( “Delta” , “Johanna”, “Lost and found”, “Tender son – The Frankenstein project” ). “White God” è una favola moderna di alienazione e rivolta, ma è anche una metafora della condizione degli esclusi, degli emarginati della nostra società, braccati e resi feroci da un sistema in cui la solidarietà e la tolleranza sono merce rarissima. Il regista ungherese ha scelto una prospettiva simbolica, dove i cani raffigurano l’immagine degli eterni reietti, per rappresentare senza tabù le difficili relazioni sociali odierne tra le fasce più privilegiate e quelle meno fortunate. Distribuisce Bolero Film.