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“ll gabbiano” di Cechov al Teatro dell’Orologio di Roma dal 3 al 15 dicembre 2013

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Dal 3 al 15 dicembre, va in scena al Teatro dell’Orologio di Roma, “Il Gabbiano” di Anton Cechov, uno spettacolo diretto, tradotto e riadattato da Filippo Gili, regista e scrittore che ha conquistato l’attenzione di Michele Placido il quale ha deciso di dirigere e di riadattare per il cinema una sua pièce teatrale, “Prima di andar via”. A dare vita ai personaggi di Cechov: Massimiliano Benvenuto, che vedremo al cinema tra i protagonisti del nuovo film di Marco Risi, Vanessa Scalera, attrice già notata negli ultimi due film di Marco Bellocchio, Apollonia Bellino, Vincenzo De Michele, Filippo Gili, Arcangelo Iannace, Aglaia Mora, Maria Claudia Moretti, Omar Sandrini, Beniamino Zannoni.

Dalle note di regia: “Provate a mettere qualsiasi cosa dietro una cornice vuota, lontana o vicina che sia: un lembo di muro, un pezzo di tetto, una nuvola, un bacio, un uccello, una montagna. La si percepisce diversamente: diventa filmica, letteraria, per non dire banalmente fotografica. Quando Cechov ci mette un lago, dietro il boccascena di un teatrino improvvisato, ci dice solamente che la nostra condizione moderna, fragile e spiazzata, tende a ‘incorniciare’ mentalmente ogni esperienza che si dica per definizione importante: amorosa, artistica, sociale, affettiva. Si apre una definitiva epopea del soggettivismo: quel pezzo di nuvola si trasforma in una esperienza poetica necessariamente estetizzante. Siamo noi, il nostro cuore, i nostri sentimenti. Nel gabbiano c’è un giro di emozioni che si definirebbe romantico, se non fosse asincrono. Tutti amano la persona sbagliata, tutti baciano la persona sbagliata. E’ un testo feroce, spiazzante, crudele. E’ un’opera che denuda complessi d’abbandono levando la maschera alla gloria, alle false prospettive, agli ardori giovanili. Ma è soprattutto il colpo di genio di chi ci dice che quello che il moderno indulge, fin troppo spesso, a teorizzare come quello che si definisce ‘fallimento’, altro non è che il residuato alla rovescia di un sogno.

La nostra messa in scena vorrebbe essere solo un tentativo di messa in vita. Per questo stringiamo Cechov fra due platee che si guardano, in mezzo alle quali l’unico vero protagonista è il tempo russo, tempo privo di vergogne, tempo agito da frenesie, celie e rarefazioni oggi impensabili, scandito da battute che, più che iniziare e finire, come isole d’un arcipelago di un arcipelago emergono, per poi, sempre vive, tornare giù”.

 “Il Gabbiano” di Anton Cechov

dal 3 al 15 dicembre 2013

Teatro dell’Orologio

Via de’ Filippini, 17/a – 00186 – Roma

dal martedì al sabato ore 21.00, domenica ore 17.30

Per info e prenotazioni: 06 687 5550