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Colorado finisce sotto accusa….

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:04
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C_2_video_359122_videoThumbnailE’ polemica sullo sketch del comico Alessandro Bianchi, andato in onda nell’ultima puntata di Colorado Café, e contro il quale sono insorte l’Ucei e Equality Italy. A finire sotto accusa sono alcune battute, basate su stereotipi antisemiti e omofobi.

«Mancano ancora tredici euro e 50, non fate i rabbini, vuotate le tasche», dice il comico, nel ruolo di uno steward di una compagnia aerea low cost. Ma questa non è l’unica battuta a finire sotto accusa dell’associazione Glbt. Ci sono anche riferimenti a petardi fatti esplodere nel lato B maschile.

«È accaduto già in altre occasioni, e abbiamo lasciato stare, ma ora non possiamo tacere che il comico Alessandro Bianchi continui a utilizzare espressioni discriminatorie, sguazzando nei peggiori stereotipi antisemiti e omofobi, per realizzare una performance di dubbio gusto – attacca Aurelio Mancuso, presidente Equality Italia -. Non chiediamo censure, pensiamo, però, di dover esprimere la nostra protesta, e di poter pretendere il rispetto delle minoranze e delle persone».

«In particolare – aggiunge Mancuso – il comico ha più volte coinvolto nelle sue stupide battute Nichi Vendola, ormai pubblico bersaglio di frasi di cattivo gusto. Allo squallido richiamo del comico “non fate i rabbini” per indicare di non essere avari, rispondiamo, utilizzando un refrain di un grande comico, purtroppo scomparso: Bianchi non faccia il cretino».

Una posizione che viene condivisa dal presidente dell’Unione delle comunità ebraiche Italiane Renzo Gattegna, che parla di «espressioni discriminatorie e omofobiche». «Nella società della comunicazione le parole hanno un valore e una centralità imprescindibile. Possono emozionare, avvicinare, unire – evidenzia Gattegna – Ma possono anche contribuire, nei modi più diversi, a diffondere ostilità e pregiudizio. La performance del comico Bianchi, protagonista della prima serata di un canale che si rivolge prevalentemente a un pubblico giovane come Italia1, è in questo senso emblematica. Un passo falso che condanniamo con forza e che è segno, nella migliore delle ipotesi, di una scarsa consapevolezza e sensibilità. A questo punto potrebbe avere un significato positivo l’estensione di scuse formali da parte della produzione e dello stesso Bianchi».

Fonte: IlMessaggero.it