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“Anime nere”: ciak si gira!

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:30
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MunziIeri, martedì 29 ottobre, iniziate le riprese del nuovo film di Francesco Munzi, che torna alla regia dopo i pluripremiati e internazionalmente riconosciuti “Saimir” e “Il resto della notte”. Il nuovo film “Anime nere”, è liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Gioacchino Criaco (Rubettino Editore).
La collaborazione con lo scrittore, originario di Africo, ha permesso al regista di entrare in una terra inesplorata e inaccessibile: quella dell’Aspromonte e della Locride. Luoghi che sono tra i protagonisti del film: “La geografia dell’ambiente è un tutt’uno con quella interiore dei personaggi” dichiara il regista. “I percorsi tortuosi della montagna, tra luci e ombre, sono gli stessi che accompagnano lo svolgersi della vicenda nell’anima dei protagonisti”.
“Anime nere” è la storia di una famiglia criminale, vista dall’interno, negli aspetti più emotivi e contraddittori, che si spinge fino agli archetipi della tragedia greca. In una dimensione sospesa tra l’arcaico e il moderno, si svolge il racconto di tre fratelli, che dal Sudamerica, e dalla Milano della finanza, sono costretti a tornare, nel paese natale, sulle vette selvagge della Calabria per affrontare i nodi irrisolti del passato.
Il cast prevede Marco Leonardi, Peppino Mazzotta, Fabrizio Ferracane, Anna Ferruzzo e la partecipazione di Barbora Bobulova – oltre ai ragazzi Giuseppe Fumo e Pasquale Romeo per la prima volta sullo schermo, scelti tra centinaia di giovani calabresi aspiranti attori che si sono presentati ai provini.
Il film è prodotto da Cinemaundici con Rai Cinema, coprodotto da Babe Films e il contributo del Mibac e di Eurimages, la produzione esecutiva di Gianluca Arcopinto e sarà distribuito nelle sale da Good Films.
La fotografia è di Vladan Radovic, la scenografia di Luca Servino, i costumi di Marina Roberti, il montaggio di Cristiano Travaglioli, le musiche di Giuliano Taviani; la sceneggiatura è firmata da Francesco Munzi, Fabrizio Ruggirello e Maurizio Braucci con la collaborazione di Gioacchino Criaco.

Francesco Lomuscio