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ATTENZIONE – Su Facebook non potete scrivere una parola. Vi chiudono l’account. Eccola.. LEGGI!

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:43

facebook-chide-bufala“Oggi Froci”, Giuliano Ferrara censurato su Facebook

Un suo articolo contro i matrimoni gay è stato bloccato dal social network

Giuliano Ferrara torna a puntare il dito contro i social network, in particolare contro Facebook, “reo” di aver oscurato un suo editoriale a proposito del matrimonio gay, recentemente sdoganato dalla Corte suprema americana. Il pezzo dell’elefantino sarebbe rimasto imbrigliato nelle maglie dell’algoritmo bacchettone di Facebook perché intitolato, sarcasticamente: “Oggi froci”.

In un nuovo editoriale pubblicato dal Giornale, Ferrara allora si scaglia contro la censura del sito di Mark Zuckerberg:

L’algoritmo può darci molto, può favorire l’intelligenza, ma in sé è totalmente cretino. È un idiot savant, uno scienziato pedante e talvolta utile che cerca nella media dei significati di guidarci tra i significati, ma manca del principio di individuazione, del tratto della personalità, che è la sede dell’intelligenza, della capacità morale degli uomini e delle donne, della loro anima individuale. […]

L’algoritmo non sa che sul Foglio una storica rubrica scritta da uno scrittore gay che si chiama Daniele Scalise aveva per titolo, appunto, «froci». E che quella rubrica era nata sul settimanale di sinistra intellettuale, l’Espresso, col titolo «gay».[…]

E che Scalise aveva volentieri rititolato così la sua rubrica nel passaggio a una testata meno onerata di obblighi ideologici. L’algoritmo sa un sacco di cose ed è utile, ma non conosce l’ironia, quel nascondimento che disvela significati profondi delle cose: e se «gay» è ortodosso secondo la cultura contemporanea e le sue regole, «frocio» è l’emancipazione ironica da un vecchio insulto, la sua evoluzione libertaria in diritto orgoglioso di dirsi come si è. Dopo aver per l’ennesima volta ventilato l’ipotesi di un mondo migliore senza i social network, Ferrara conclude:

Teniamoci stretti i nostri giornali, però, che difendono la libertà con la parola démodé, i caratteri cubitali dei titoli, i testi spesso pieni di sottigliezze, i nostri giornali che riscattano dalla censura algoritmica un secolo che si annuncia e già si manifesta come pericoloso.

Fonte: www.blitzquotidiano.it