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Beckett rivive al Piccolo Eliseo di Roma per la regia di Glauco Mauri

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:54

teatro
Si è concluso lo spettacolo teatrale di Glauco Mauri e Roberto Sturno, andato in scena a Roma al Piccolo Eliseo. Ancora una volta l’attore e regista Mauri ha portato in scena Beckett, dopo esserne stato l’iniziatore in Italia già nel 1961, con “L’ultimo nastro di Krapp”. Proprio quest’ ultima opera è stata al centro del secondo atto dello spettacolo, durante il quale Mauri ha utilizzato un nastro da lui stesso registrato durante la rappresentazione del ’61. L’opera mostra il 69enne Krapp seduto alla sua scrivania intento a riascoltare il nastro da lui registrato alle età di 39 anni, anno in cui dà il suo addio all’amore per inseguire un progetto che non porterà mai a compimento.
Ė dunque un’opera sulla memoria e sul rimpianto di un uomo che si è sempre sottratto alla vita e che si adatta alla meccanicità dell’esistenza, diventando lui stesso ingranaggio nell’atto di abbracciare il mangianastri. Seduto alla sua scrivania Krapp rivive con nostalgia il suo passato lasciando spesso spazio al silenzio, in un prevalere dell’azione sulla parola tipico del teatro dell’assurdo di Beckett.
Il primo atto ha invece visto la messa in scena di Respiro (1 minuto circa), Improvviso dell’Ohio (18 minuti circa) e Atto senza parole (20 minuti circa).

Sveva Valenti