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Giovani talenti: ‘Senza contratto’, ESCLUSIVO/ intervista ai due autori!

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:53
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Riportiamo di seguito l’intervista al cast della web Serie Senza Contratto, rappresentata dai due autori e registi.

Intanto presentatetevi:
“Ci piace definirci, con buona pace di Higgs e dei suoi Bosoni, degli scienziati. Senza Contratto è una serie per il web, ma a noi Fili e Lacrime piace definirla “esperimento sociologico”. L’ipotesi è che, sacrificando delle cavie la cui caratteristica principale è la naturalezza con cui riescono a irritare gli altri esseri umani, note anche col nome “attori”, possiamo conservare l’opportunità di dare sfogo a quel bagaglio di insensatezza a cui non riusciamo a rinunciare ma che inizia a diventare socialmente imbarazzante, vista l’età e la condizione di Senza Contratto a tempo indeterminato.
Contemporaneamente ci permette di compiere la nostra buona azione quotidiana vessando le nostre spiacevoli cavie e portando al riparo dalle loro voci baritonali le orecchie delle vecchiette del quartiere, azione che non dimenticheremo di citare sotto la voce “esperienze di volontariato” del nostro Curriculum Vitae”.

Dove nasce il vostro percorso artistico:
“Nasce in quella che non ci vergogniamo di definire la città più sopravvalutata della storia: Roma. Quando uno scrittore e un filmaker sono costretti a passare delle ore sotto lo stesso tetto a cercare di trovare le fonti di cattivo odore imprigionate nella loro casa da fuori sede, c’è il rischio che inizino a pensare di avere trovato una buona idea per un thriller. Per fortuna, in quei casi, a protezione del buon nome del genere, la cosa si trasforma sempre in uno spunto demenziale. In realtà siamo dei piccoli Hitchcock. Ma travestiti da coglioni”.

Da cosa nasce l’idea di puntare sul web come canale sociale?
“Quando non sappiamo cosa fare, interpelliamo Michael Jackson, personaggio che chi deciderà di seguire la serie imparerà ad amare e di cui inizierà a fidarsi. Ci ha risposto cantando The way you make me feel e noi abbiamo capito”.

Quali sono i vostri punti di riferimento?
“I due punti, sì. Ci piacciono molto di più dei punti di sopensione”.

Cosa vi aspettate dal futuro?
“Alla domanda, Fili e Lacrime, iniziano a comportarsi in modo strano. Pallidi in viso e forse anche un po’ offesi, si alzano e guadagnano l’uscita senza salutare”.

Matteo Fantozzi