Home News MashRomeFest 2012: intervista esclusiva ad Alessandra Lo Russo

MashRomeFest 2012: intervista esclusiva ad Alessandra Lo Russo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:00

Siamo oggi con Alessandra Lo Russo direttore artistico del MashRomeFest 2012. Ecco alcune domande per lei:
Alessandra, ci racconti come nasce l’idea del Mash?
“L’idea del Mash nasce dal montaggio di fonti persistenti. Ima persistenza che è presente ovunque e che è rappresentata dalla contaminazione artistica così nella musica come nelle altre arti. Abbiamo immaginato di calarla nel mondo dell’audiovisiva e così io e Mariangela abbiamo lanciato questo Festival. Anche perchè nel nostro paese questa idea è presente in altri campi, come la musica e l’informatica, ma meno nel cinema. Volevamo dargli luce anche in questo settore”.

Tu poi vieni da studi propedeutici. La tua tesi “L’Infernale Quentin e il melting pot di generi” parte da questa idea?
“Lì volevo partire dal cinema di Quentin Tarantino per studiare la contaminazione nei vari generi e mi riferivo nel titolo a un punto di partenza come il film di Orson Welles. Era un’idea che da tempo era in embrione quella del Mash”.

Ci racconti le immagini in home sul vostro sito internet?
“Parliamo di Bunuel che per noi è un punto di riferimento con ‘Un chien andalou’. ‘Persepolis’ per il fumetto e il rapper Tupac che aveva lavorato con Tim Roth. Sono tutti generi di contaminazione. Certo partiamo dallo sperimentalismo, che per noi è un punto cardine”.

Quanto c’è in Lynch di quello che dici?
“Certo, Lynch è un esempio perfetto. E’ uno dei registi che più si avvicina al Mash Up. Ma mi viene da pensare anche Martin Scorsese e al passaggio al 3D, per noi è stato anche quello una forma di sperimentalismo”.

 

Matteo Fantozzi