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INTERVISTA ESCLUSIVA a Daniele Francardi autore di ‘Attraverso il Bosco Fuori’

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:00


Da cosa è nata l’idea di fare un libro su ‘Il bosco fuori’?
Nasce dal fatto che ‘Il Bosco Fuori’ è stato determinante per il cinema horror tricolore. Voglio dire, venivamo da un periodo di profonda crisi, pochi film, poche idee..noi, che abbiamo avuto grandi registi come Bava, Margheriti, D’Amato, Argento, che ultimamente convince poco o niente… insomma noi che possiamo vantarci di avere avuto dei grandi maestri dell’horror, ci siamo ridotti maluccio. Poi nel 2006 è stato realizzato questo film che ha dato una vera e propira botta d’ossigeno al genere, e anche al cinema indipendente. ‘Il Bosco Fuori’ è la dimostrazione che si puo’ fare ancora un certo tipo di cinema, anche se i mezzi a disposizione scarseggiano. Il film poi è stato molto acclamato all’estero, e credo che questa sia una grande soddisfazione non solo per Albanesi, ma per tutti noi che amiamo questo genere.

Il cinema horror italiano è in seria difficoltà, perchè non ci si punta più?
Sai che penso, che molti autori perdono troppo tempo a lamentarsi… oggi un giovane filmmaker deve capire che i tempi son cambiati, che non è più come una volta. Le difficoltà sono tante, e se un regista è il primo a non credere su se’ stesso, perchè un distributore o un produttore dovrebbe investire per un estraneo tra tanti.
Bisogna essere imprenditori di se’ stessi, perchè è inutile fare un film, passarlo in tre-quattro festival e basta. Se un regista realizza un buon prodotto e nessuno lo considera, se lo può tranquillamente autodistribuire in homevideo, è un’alternativa. E non c’è niente di male a investire su se’ stessi. Purtroppo capisco che non è il massimo, ma almeno è qualcosa.
Poi c’è da aggiungere che tutti possono oggi con una buona reflex girare “qualcosa”. Non basta avere un buon mezzo per definirsi regista… serve altro, aesempio fare quella “scuola” che una volta si chiamava gavetta, ma che oggi non esiste più.

La realtà del cinema indipendente, almeno nel genere, sta prendendo piede in Italia. Ci racconti questa realtà dal tuo punto di vista?
Che ci sono buoni esempi di cinema low budget. Film come ‘La Progenie del Diavolo’, finalmente in dvd con la nostra collana Horror Project, ‘Morituris’, ‘Bloodline’, ‘At the end of the day’ e altri ancora, sono la dimostrazione di come l’Italia abbia ancora qualcosa da dire. E, sarà un caso, ma sono tutti film venuti dopo ‘Il Bosco Fuori’… questo per riprendere la prima domanda, e aggiungere che dopo il film Albanesi, in tanti hanno trovato quel “coraggio” di mettersi in gioco.

Da giovane scrittore, è la stessa strada che sta prendendo anche l’editoria?
L’editoria è un altro mondo particolare, difficile, ostile… paradossalmente oggi una casa editrice indipendente può sopravvivere grazie a strategie che ridimensionano il concetto di migliaia di copie e di distribuzioni che portano solo costi… la sola vendita on line riducegli acquisti, ma al tempo stesso riduce anche i costi, e quindi le perdite… la nostra collana possiamo dire a testa alta che va bene perchè abbiamo creato un percorso modesto, che pero’ ci permette di continuare.. siamo nati da pochi mesi, eppure abbiamo nel nostro catalogo già otto titoli. Siamo tutti molto soddisfatti… chiaramente capiamo bene che la strada è lunga…

Chi è Daniele Francardi, raccontaci le tue esperienze fuori e dentro questo mondo che noi tanto amiamo
Io sono fondamentalmente un appassionato come te e come altri… niente di più! Amo l’horror in tutto e per tutto, ho fatto tanti sacrifici per sostenere e cercare, nel mio piccolo, di dare visibilità a uno scrittore piuttosto che a un regista… Ecco, forse la soddisfazione più grande ce l’hai quando un autore ti ringrazia per quello che fai per lui.

Che cinema ti piace? Quali sono i tuoi gusti?
Amo il cinema in generale. Tralasciando l’horror, amo molto il cinema italiano, soprattutto la commedia degli anni 80… il mio “idolo” è Carlo Verdone, lo considero una sorta di mio secondo padre… sono cresciuto con i suoi film e mi hanno insegnato molto. Odio invece i film con i supereroi! E odio i remake…

Il sogno nel cassetto?
Godere di buona salute… questo è il mio sogno. Poi ce ne sarebbe un altro, ancora più grande ed irrealizzabile, ossia quello di vivere in un mondo migliore, perchè questo comincia a non piacermi, e non certo perchè in pochi apprezzano questo genere.

Matteo Fantozzi