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Le vite dei registi: Roberto Benigni, fa ridere riflettendo

LE VITE DEI REGISTI ROBERTO BENIGNI –

Roberto Benigni, nato a Manciano La Misericordia, Castiglion Fiorentino (Arezzo) il 27 ottobre 52.
Figlio di Luigi Benigni e Isolina Papini entrambi contadini, nel 1958 tutta la famiglia si trasferisce a Vergaio frazione di Prato, dove vivono tuttora le sorelle.

Iscritto in un seminario di fiorentino, che abbandona dopo l’alluvione del 1966, finisce gli studi di ragioneria all’Istituto Tecnico Datini di Prato conseguendo il diploma di Ragioniere.

La vera grande passione di Benigni però è lo spettacolo.
Nel 1983 durante le riprese del suo primo film come regista conosce Nicoletta Braschi che sposerà il 26 dicembre 1991, dopo il matrimonio Nicoletta prenderà parte a tutti i film diretti dal marito.

DIETRO LA MACCHINA DA PRESA

Nel 1983 inizia la sua carriera come regista cinematografico, il primo film ‘Tu mi Turbi’ pellicola in quattro episodi, dove partecipa anche come attore, nella famosa scena della guardia al Milite Ignoto. Il film viene apprezzato dal pubblico e dalla critica, anche se la sua prova dietro la macchina da presa viene considerata tiepida.

Nel 1984  l’incontro con Massimo Troisi nel film ‘ Non ci Resta che Piangere’ scritto, diretto e interpretato dai due grandi amici, film pieno di gag e tormentoni divenuti immortali.
Film di grandissimo successo, i due amici simili per mimica e per il ricorso al dialetto, anche se di due universi culturali molto distanti appaiono complementari in questo che sarà il loro unico film recitato insieme.

Nel 1988 inizia la sua collaborazione con lo scrittore e sceneggiatore Vincenzo Cerami, in quattro pellicole da lui prodotte per la sua casa cinematografica (Melampo Cinematografica)

La prima:          ‘ Piccolo Diavolo’ al fianco di Walter Matthau.
La seconda:     ‘Johnny Stecchino’ dove Benigni si sdoppia in due personaggi.
La terza:           ‘ Il Mostro’ film allusivo al  Mostro di Firenze in quegli anni si celebrava il processo.
In questi film mette a tacere la sua vena popolana per concentrarsi sempre con lo strumento comico dell’equivoco, sulle tematiche scottanti del momento, il Mostro di Firenze e il fenomeno dei pentiti di mafia.

Nel 1997 con ‘La Vita è Bella’ raggiunge la consacrazione internazionale, il film racconta in chiave ironica la tragedia dell’Olocausto, suscita non poche polemiche, il fatto di aver trattato un argomento così tragico con la comicità presente nel film.
Benigni difenderà la sua scelta perché la sceneggiatura tragicomica  non fa altro che accentuare la drammaticità di alcune scene, ne risulterà una traduzione in fiaba, fino ad allora raccontata in modo rigoroso (vedi Spielberg in ‘Schindler’s List) la versione di Benigni esorcizza quella che è stata una  tragedia per l’intera umanità.
Nella pellicola il padre (Benigni) riuscirà a salvare il figlio, facendogli vivere la tragedia dei campi di sterminio come un tenero gioco con premio finale.
‘La Vita è Bella’ è il film italiano ad aver riscosso i migliori incassi fino al 2011.
Fu candidato a sette Nomination all’Oscar , vincendone tre.
Miglior Colonna Sonora,Nicola Piovani.
Miglior Film Straniero.
Miglior attore protagonista, Roberto Benigni.
Fu il quarto artista nella storia del cinema a ricevere nello stesso anno le nomination come attore, regista e sceneggiatore, al pari di altri tre grandi, Orson Welles, Woody Allen e Worren Beatty.
Alla serata degli Oscar quando Sophia Loren lo chiamò con la frase: “ And the Oscar goes to Robbertooo” l’attore per raggiungere il palco passò sulle teste dei divi di Hollywood presenti, suscitò divertimento nel pubblico americano, abituato alla formalità della serata.
Il film vinse anche : 5 Nastri d’Argento, 9 David di Donatello e il Gran Premio della Giuria al Festival di Cannes.

Nel 2001 inizia la lavorazione di ‘Pinocchio’ di cui firma la regia, la sceneggiatura e la produzione con Vincenzo Cerami, si tratta del film più costoso della storia del cinema italiano, in Italia riscuote un buon successo ma all’estero e specialmente negli USA fu un Flop, in America fu stroncato dalla critica, tanto da ricevere ben 6 Nomination al Razzie Awards, ne vincerà 1 come peggior attore protagonista.
Nel 2004 scrive, dirige sempre al fianco della moglie Nicoletta Braschi il film ‘La Tigre e la Neve’ uscito nelle sale a ottobre 2005. Il film ripropone le tematiche del film ‘La Vita è Bella’ ambientato in un altro contesto tragico, la guerra in Iraq.
Accanto a Benigni e Alla moglie ci sono, Jean Reno e Tom Waits, il film riscuote un discreto successo di pubblico in Italia ma viene accolto freddamente dalla critica nazionale e internazionale.

 

Roberta Parisi