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I giovani talenti del cinema: ‘Il solito giro’ di Andrea De Simone, intervista ESCLUSIVA all’autore

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:32

I GIOVANI TALENTI DEL CINEMA DE SIMONE –
Oggi abbiamo in ESCLUSIVA per voi Andrea De Simone, regista de ‘Il solito Giro’. Lasciamo la parola a lui:

1) Da cosa è partita l’idea de ‘Il solito giro’?

L’ idea de “Il Solito Giro” è partita da uno stato d’ animo turbato. Viviamo in un paese in cui vige la legge del piu’ forte e nel periodo in cui ho avuto l’idea del corto ci furono svariate dimostrazioni di come l’ abuso di potere potesse essere una vera piaga sociale. Ormai le spalle bisogna guardarsele non solo dai malviventi, ma anche dai vigilanti e i governanti.

 

2) Cosa ti è rimasto di questo lavoro e del progetto?

Tanta esperienza in piu’, tante leggerezze da non rifare e tantissima voglia di fare cinema
dicendo ciò che si pensa.

 

3) Ti ha insegnato tanto fare un cortometraggio? Consigli a chi sogna di fare questo

Si, mi ha insegnato come in questo lavoro la professionalità è tutto. Il corto non rientra pienamente in questa categoria in quanto è stato girato in soli 3 giorni e con mezzi di fortuna, ma come prima esperienza mi ritengo soddisfatto della sostanza. Consigli? Fate SEMPRE tutto
quello che vi gira per la testa e non sarete MAI delusi dal vostro lavoro!

 

4) Spiegaci cosa volevi trasmettere con ‘Il solito giro’?

‘Il Solito Giro’ rientra nella categoria dei cortometraggi d’ accusa. Mediante una partita di poker tra personaggi di malaffare che rappresentano vari stereotipi negativi della moderna civiltà, si riesce a cogliere un minimo barlume di speranza di un’ Italia che se solo volesse potrebbe farcela. L’ Integrità regna sul finale, anche se amaro.

 

5) Ben girato e con personaggi interessanti e credibili. Se posso muovere una critica, forse in un certo momento al corto serviva un accelerazione che non c’è  stata. Che ne pensi?

Grazie per i complimenti anche se colgo la palla al balzo per criticare io stesso il mio corto. C’ è tanta buona volontà ma poteva essere un piccolo capolavoro con piu’ tempo e piu’ soldi a disposizione.
Gli attori (me incluso) hanno fatto i salti mortali per entrare in personaggi simili in così poco tempo. L’ accelerazione manca, ma è una scelta voluta. La staticità delle scene (che raggiungono un culmine disperato solo sul finale) vuole rappresentare un po’ il modo di “picchiare ai fianchi” della società, che lentamente ripropone la stessa pappa corrotta.

 

6) Stai lavorando a un nuovo progetto? Se si, raccontaci qualcosa e promettici di parlarcene in anteprima.

Si, sto ultimando le riprese del mio nuovo cortometraggio, anch’ esso autoprodotto, ma fortunatamente con mezzi e tempi migliori. Non voglio anticipare nulla tranne che stavolta tratterà un tema conosciuto bene o male da tutti…l’ Amore. Chi vivrà vedrà!

Ecco a voi ‘Il solito giro’:

Matteo Fantozzi