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In dvd: ‘Monsieur Verdoux’ di Charlie Chaplin

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:26
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IN DVD MONSIEUR VERDOUX CHAPLIN –
Nazione:
Usa
Regia: Charlie Chaplin
Soggetto: Orson Welles
Sceneggiatura: Charlie Chaplin
Musica: Charlie Chaplin
Cast: Charlie Chaplin; Mady Correl; Allison Roddan; Martha Raye; Isobel Elsom; Margaret Hoffman; Irving Bacon; Edwin Mills; Virginia Brissac; Almira Sessions; Eula Morgan; Charles Evan; Robert Lewis; Audrey Betz; Ada-May; Edna Purviance; Fred Karno Jr
Durata:
122’

 

Valutazione   * * * * / * * * *

 

Trama
Monsier Verdoux è un bancario ormai da trent’anni, a cavallo tra le due guerre e nel bel mezzo della grande depressione viene licenziato per colpa della crisi. Si inventerà mille modi per mantenere la famiglia, compiendo anche gesti che sarebbero da evitare.

 

Recensione
Charlie Chaplin, dopo l’avventura de Il grande dittatore, sveste i panni di Charlotte per la seconda volta e raggiunge la maturità sia a livello artistico che registico. La pellicola si colloca esattamente tra la prima e la seconda guerra mondiale, nel bel mezzo della grande depressione. Monsier Verdoux è un  bancario che viene licenziato a causa del taglio del personale. L’unica cosa importante della sua vita sono la moglie, paralitica, e il figlioletto; la sua vita si inclina. Fino a quando, grazie a una serie irripetibile di stratagemmi inizia a fingersi Don Giovanni e a uccidere ricche anziane in modo da rubargli beni mobili e immobili. Il gioco funziona e diverte, la regia affascina con continui ritorni e continue scorribande evidenziate dal dettaglio delle ruote del treno che girano. Il maniaco omicida, come sarebbe descritto nella realtà, viene mostrato in tutta la sua cinicità grazie all’ellisse, non assistiamo infatti a nessun omicidio ma questo va più che bene, non è un film di Dario Argento. Tramite questi strumenti Verdoux/ Chaplin ci rimane quasi simpatico e sicuramente molto umano, soprattutto quando entriamo in contatto con la sua vera famiglia e ci accorgiamo che le sue malsane azioni sono dettate dall’amore. Certo, non vogliamo giustificare ma è proprio il film a portarci nella considerazione dell’autocommiserazione. In più la figura del farmacista, amico di Verdoux, lo conduce verso la sperimentazione di un prodotto che provoca morte naturale sul corpo di una povera ragazza appena uscita di galera. Quando il nostro protagonista si renderà conto che anche lei vive la stessa situazione, essendo vedova di un uomo paralizzato ed avendo vissuto la galera per cercare con la scorrettezza di mantenerlo, esce fuori il suo lato umano e l’omicidio viene sostituito da un pasto caldo. Charlie dimostrerà di essere un uomo, anche se non in pace con essi, comunque sempre un uomo, si evidenzierà questo suo ragionamento quando poco prima di essere giustiziato (mi scuso per aver rivelato questo particolare) dichiarerà di essere in debito con gli uomini ma in pace con Dio.
Chaplin orchestra questo capolavoro con sapienza, tempi giusti e perfezione; ogni dettaglio rasenta il limite dell’assoluto e ci troviamo di fronte a un esempio di cinema puro. Inteso nel senso che raggiungere un tale perfezione è sicuramente opera degna di un grande maestro. Una pietra miliare, da vedere.