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L’onorevole Angelina, una splendida Anna Magnani per la regia di Luigi Zampa

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:30
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L’ONOREVOLE ANGELINA –
Nazione:
Italia
Regia: Luigi Zampa
Soggetto: Suso Cecchi D’Amico; Piero Tellini; Luigi Zampa
Sceneggiatura: Suso Cecchi D’Amico; Piero Tellini; Anna Magnani; Luigi Zampa
Musica: Enzo Masetti
Cast: Anna Magnani; Nando Bruno; Ernesto Almirante; Agnese Dubbini; Ave Ninchi; Armando Migliari; Vittorio Mottini; Gianni Glori; Franco Zeffirelli; Maria Grazia Francia; Mario Donati; Ugo Bertucci; Marco Tulli; Aristide Baghetti; Anita Angius; Ciro Berardi; Diego Calcagno; Felice Minotti; Olga Vittorio Gentili; Olga Solbelli; Aldo Vasco; Ciccio Barbi; Elge Monti; Felice Minotti
Durata: 90’

 

Valutazione   * * / * * * *

 

 

Trama
Sarta di Pietralata, Angelina inizia la sua rivolta quando il droghiere si rifiuta di venderle la pasta. Otterrà quello che vuole e dopo essere diventata il leader di protesta dei “poveracci” diventerà l’Onorevole Angelina, con purtroppo molti imprevisti.

 

 

Recensione
Può la prestazione attoriale straordinaria di un’immensa, come al solito, Anna Magnani reggere da sola un film? Domanda assai provocatoria questa che tenta di indagare all’interno del fenomeno neorealismo e di quella frangia di quelle pellicole che si reggono addosso alle grandi prove di immensi attori. La Magnani è da lasciar senza parole ma spesso affrontiamo suoi lunghi monologhi e questo non ci annoia ma fa pensare che l’opera sia almeno in parte incompleta. Bellissimo spaccato della povera gente, con una regia semplice e immediata ha appunto l’unico difetto nel delineare troppo sommariamente a livello psicologico i personaggi che affiancano l’attrice romana. Il marito è un vice brigadiere che va contro la moglie a volte ma che spesso è remissivo e che non si trova mai a dire la sua con irruenza, anzi si adagia sul carattere onnipotente della moglie; la figlia della Magnani è un ritratto delle giovani del tempo senza analisi e il suo ragazzo fa solo lo sforzo di opporsi al padre “cattivone” imprenditore della parte.
Ci troviamo di fronte a un film che va apprezzato soprattutto per le tematiche e per la forza del popolo che viene mostrato, diciamo i nostri e i nostri ma, però ci inchiniamo di fronte a un’ora e mezzo comunque molto gradevole.