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Intervista al produttore cinematografico Alessandro Verdecchi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:41

ALESSANDRO VERDECCHI INTERVISTA ESCLUSIVA –
Oggi siamo lieti di ospitare a DirettaNews Alessandro Verdecchi, noto produttore cinematografico. Ti ringraziamo e porgiamo a te la parola:

Il mondo del cinema italiano è in forte crisi, come lo vedi dal punto di vista della produzione?
La produzione italiana e’ momentaneamente in attivo per quanto riguarda gli incassi. Proiettata verso un genere “commedia” che fortemente radicata sul territorio e omologata al televisivo, prende bene sul pubblico e realizza i suoi incassi significativi. Quindi produttivamente parlando si puo’ dire che la produzione tiri, ma ed e’ importante questo ma, il cinema italiano resta in crisi anzi in forte crisi. E’ una forte contraddizione che si puo’ spiegare soltanto con analisi piu’ profonde che non si fermano sull’apparenza del momento. Bravi attori, belle storielle, buoni imprenditori hanno fatto e stanno facendo incassi, ma sotto manca la base per consolidare questi improvvisi raggi di luce. Nel nostro paese si viaggia sempre sulle sensazioni del momento. Si vive, soprattutto nel cinema, sulle annate buone, sulle eccezioni, ma nessuno pensa a ristrutturare seriamente il settore per allinearlo alle produzioni europee piu’ feconde, vedi francese, danese, spagnola e tante altre. Siamo alle solite, manca uno sguardo d’insieme, manca una legge moderna che sia nuova completamente e non un ennesimo rattoppo della vecchia. Manca la voglia di rimboccarsi le maniche e ricominciare da capo ristrutturando tutto il settore produttivo e distributivo dell’audiovisivo includendo le free tv, i canali satellitari, internet, nessuno escluso. Un settore industriale e/o artigianale come il nostro non puo’ continuare a sperare in un futuro se non sostiene fortemente la ricerca, le nuove idee, i giovani, i bassi costi e soprattutto l’educazione e il gusto del suo pubblico con occhio a decenni futuri di preparazione delle nuove generazioni a rientrare dentro la capacita’ di capire cosa e’ buono e cosa no. Non trascuriamo la distribuzione, anello debole del sistema, talmente debole che attualmente non ha piu’ alcuna autonomia decisionale. Per distribuzione intendo anche quella televisiva che non e’ da poco!!!

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