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The Mangler, Tobe Hooper reinventa Stephen King

The Mangler

THE MANGLER HOOPER –

Dalle mani di Tobe Hooper (regista anche di Poltergeist, Non aprite quella porta e Quel motel vicino la palude) e dalla mente di Peter Welbeck (Le false vergini e …E poi rimase nessuno) e Stephan Brooks nasce la dimostrazione che anche le macchine possono uccidere, questo è The Mangler, macchina infernale come lo è stato anni prima Christine, la macchina infernale di John Carpenter (La cosa, Essi vivono, The Fog). Nel secondo caso un automobile, nel primo una stiratrice automatica, all’origine il male. Robert Englund (il Freddy Kruger di Nightmare, ma anche protagonista di Quel motel vicino alla palude, Dance of the Dead) è il paraplegico proprietario di un’ industria che effettua servizi di lavanderia. Il suo aspetto, che sfiora il grottesco, pervade di male l’atmosfera di lavoro di questa, dove si trovano a lavorare quasi esclusivamente donne e che una dopo l’altra subiranno danni irreparabile. Il male finirà per rivoltarsi anche contro lo stesso malvagio proprietario.

 

Tobe Hooper ha il merito di rendere il racconto di Stephen King (autore di ispirazione per altri film quali Cose Preziose, Shining, It) , che dava materiale per una piccola opera, un’opera completa. Anche se i dubbi sulla diegesi vengono eccome, il modo delle riprese, gli effetti speciali e soprattutto grazie a uno splendido Englund la pellicola riesce a rimanere impressa nella storia del genere dando vita anche a due sequel.

 

Senza perderci in inutili paradossi, l’utilizzo delle macchine sempre crescente nei film horror (il già citato Christine la macchina infernale, ma anche Brivido su regia di King) può aprire un’ampia riflessione attorno a un’involontarietà degli omicidi e sulla presenza dell’altrove che riesce a dare un’energia horrorifica a queste situazioni. Il resto è pura struttura giallistica, il detective accompagnato da un amico sgangherato è alla continua ricerca di prove e manco fosse Batman si cala in situazioni irreali che lo portano a rischiare seriamente la sua incolumità. Calatosi in ipotesi astruse e sfiorando il ridicolo, una donna è quasi morta ustionata e lui invece di pensare a come stia le domanda cose utili alle indagini, riesce a non capirci niente per poi rivoltare tutto e diventare l’eroe della situazioni. Sconvenienti effetti del dover dare un atteggiamento moralista a quello che è un discorso su forze sovrannaturali. Senza la polizia saremmo stati meglio, ma ci possiamo accontentare. D’altronde quando c’ha mai deluso Tobe Hooper? Vedete gli altri suoi film e avrete la risposta…

 

Matteo Fantozzi