Home Cinema Scream 4 (2011), Wes Craven rimane al passo con i tempi

Scream 4 (2011), Wes Craven rimane al passo con i tempi

Scream 4 - di Wes Craven

SCREAM 4 WES CRAVEN –

Titolo originale: Scream 4
Nazione: Stati Uniti
Regia: Wes Craven
Sceneggiatura: Kevin Williamson

 

TRAMA –
Sidney Prescott torna a Woodsboro per presentare il libro che ha appena scritto. Gli omicidi ricominciano, e la città è di nuovo in preda al panico.

RECENSIONE –
Alzi la mano chi non ha pensato alla trovata pubblicitaria, quando i cartelloni con la faccia di GhostFace hanno invaso la città in cui si abita? ‘Scream‘ è tornato e con lui anche Wes Craven. Per tutti ‘Scream 4’ doveva essere l’ennesimo figlio di un regista scomparso dalla scena, pensare che in Europa non è nemmeno arrivato in dvd il suo ultimo ‘Soul to Take’, che aveva l’occasione tramite un film dal forte impatto commerciale di riconquistare la platea.

Ci si sbagliava di grosso, perchè ‘Scream 4’ è il film maturo di un regista in grado di stare al passo con i tempi. Forse l’unico, escluse alcune eccezioni, dei grandi registi horror ancora in grado di sapersi rimettere in gioco.
A Woodsboro va in scena il nuovo capitolo di una trilogia conclusa, e se il film del 1996 aveva tentato di smascherare un horror in fase morente (quello degli anni ’80-’90) questo se la prende con un mondo del terrore ormai agonizzante e senza via di speranza.

Remake, Newquel e Sequel sono questi i mali che contagiano lo schermo di celluloide. E un grande maestro decide di tornare dietro la macchina da presa per raccontare a modo suo questo male incurabile. Ne esce fuori un film forte che gioca col cinema, e critica questa industri ormai alla deriva. Lo fa con ironia, ma anche con intelligenza mettendo lo spettatore di fronte a un vero rebus che alla fine risulterà più ovvio del previsto.
Splendidi tutti e tre i protagonisti che ritornano dalla trilogia, in grande forma soprattutto la bellissima Courtney Cox, e grandi interpretazioni anche per giovani attori emergenti.

In più Craven ci delizia con una riflessione metalinguistica dei nuovi mezzi di comunicazione. Ce n’è per tutti i gusti: da Facebook, ai cellulari che vanno su internet; per finire con il ragazzo che filma tutto con una telecamera posta vicino al suo orecchio. Il bagno di sangue poi è meno spaventoso e più ironico del solito.

La perfezione viene toccata, e per tutto il film ci si diverte senza mai pensare con nostalgia al passato. Da ricordare il doppio inizio col film nel film nel film, vermanete innovativo come linguaggio e sicuramente spiazzante per lo spettatore.
Se si dovesse fare un appunto si dovrebbe capire perchè Linus sia miracolosamente guarito, nel secondo e terzo episodio zoppicava vistosamente a causa di un nervo reciso mentre ora cammina perfettamente, ma penso che pochi se ne siano accorti.


Matteo Fantozzi